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domenica 15 novembre 2015

Keep believing in a better World - 13.11.2015


Buona domenica, meravigliose anime.
Spero con tutto il cuore stiate bene, anche se in questi giorni la parola lascia comunque dell'amaro in bocca.



Tutti sono a conoscenza di ciò che è successo e più o meno tutti hanno già espresso la loro... chi con intelligenza e garbo e chi, dimostrando il degrado di questa società, offendendo e mancando di rispetto le opinioni altrui.
Quello che penso è che siamo tutti diversi: ognuno di noi è dotato di un proprio cervello e di un passato che lo ha portato a ragionare in determinati modi; ognuno di noi ha il diritto di razionalizzare un evento come vuole, attraverso ciò che il proprio cuore e la propria anima sentono in quel preciso istante.
Eppure, nonostante la brutalità di ciò che è successo, ho letto parole piene di odio e totalmente irrispettose verso il prossimo - cosa che, a mio avviso, differenzia dai gesti di questi assassini solo per una cosa: l'omicidio.

Nessuno ha il diritto di giudicare le reazioni di terze persone, nessuno ha il diritto di togliere la libertà di esprimere le proprie emozioni come meglio crede - che sia con uno stato, con una foto, la scelta di inserire i colori della bandiera sull'immagine, con una citazione, pensiero, candela... -, ma purtroppo in molti lo hanno fatto e per queste persone provo vergogna.

Sinceramente, non so chi possa avere ragione tra chi dice di chiudere le frontiere, chi invece sostiene a spada tratta l'integrazione; tra chi pensa che il problema sia la religione e il credo verso un Dio di cui molti dubitano; tra chi pensa che basterebbe "ascoltare" queste persone che hanno preso così in antipatia l'occidente; tra chi, dietro queste stragi, vede cospirazioni politiche e un giro infinito di soldi; non lo so io, ma non penso lo sappia qualcuno... altrimenti avremmo la soluzione a portata di mano.

Quello che fa male è vedere come questo odio, queste tragedie, queste persone morte ingiustamente, non siano sufficienti a farci smettere di essere così crudeli verso il prossimo... anche solo con delle parole, che spesso sono capaci di distruggere vite.
Vorrei che le persone imparassero da questi tragici eventi, imparassero a farsi degli esami di coscienza perché siamo tutti, nel nostro piccolo, responsabili di ciò che non va in questo mondo. Ognuno di noi è importante e può contribuire a renderlo migliore... certo, non sarà una sola persona a risolvere un problema di questa portata, ma nel quotidiano abbiamo la possibilità di migliorare le cose - partendo da noi stessi.

«Be the change you want to see in World.»
- Mahatma Gandhi


Dobbiamo credere nella nostra stessa forza, nella possibilità di fare la differenza, lo possiamo fare... ma non facendoci grandi a parole nei social network, credendoci meglio degli altri perché la pensiamo in un modo piuttosto di un altro - io stessa ho commesso svariati errori, ma questa volta ho deciso di affrontare il discorso dopo una lunga riflessione; dopo aver letto e ragionato su ciò che è accaduto e sulla reazione vista nei differenti media.
Siamo tutti importanti alla stessa maniera e possiamo fare la differenza, dipende solo da come decidiamo di utilizzare la nostra vita.



I close my eyes and pray
For the broken-hearted.
I pray for the life not started
I pray for all the ones not breathing.
I pray for all the souls in need.
I pray. Can you give em one today.
I just cant sleep tonight
Can someone tell how to make a change?

I close my eyes and I can see a better day
I close my eyes and pray



I pray for a better World.

4 commenti :

  1. É quello che continuo a pensare e a ripetere a chi mi circonda, questo mondo appartiene anche a noi e non solo agli altri.mi é rimasto un post su Twitter in mente, un ragazzo isalmico ha twittato per la sciagura successa dicendo "si ok sono islamico ma sono contro ciò che è successo e altri milioni di islamici la pensano come me, ricordatevelo. " perché secondo me non è colpa di una sola razza ma di queo malati di testa che vengono e vivono in tutto il mondo. Questa cosa se non viene fernata si ripercuoterà su il futuro dei nostri figli, ebbeno no! Non voglio che succeda e combatteró per questo, anche se dovessi rischiare la vita. I have a dream, e per fare in maniera che la mia famiglia sia al sicuro terrò testa contro tutto questo schifo fino alla fine dei miei gioni. ❤#iHaveADream

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  2. In questi giorni dopo quello che è successo mi sono tenuta molto alla larga dai social network se non per pure informazione su quello che stava accadendo.
    Me ne sono tenuta alla larga perché con ben sai solitamente odio le person in queste situazioni.
    Odio in particolare quelle persone che, ultimamente sono molto diffuse, devono necessariamente fare gli alternativi (come se andare contro corrente fosse figo..) e si permette di apostrofare dall’alto del loro ipotetico piedistallo tutti gli altri.
    Il problema è che nell’ultimo periodo questa parte di gente è sempre più in aumento e sempre più irritante.
    E’ irritante il loro sentirsi superiori, è irritante la lora presunzione ma ancora più irritante è la convinzione di essere il Giusto.
    Ho letto quello che hai scritto perché ormai ti conosco abbastanza bene e perché so che tu prima di aprire la bocca colleghi il cervello, rifletti, ascolti, pensi e poi esprimi la tua opinione.
    Non mi piacciono le persone che giudicano, criticano solo e si sentono superiori.
    Ormai la vita altro non è diventata che una grande e stupida gara, i social network ovviamente amplificano il tutto, ma personalmente Venerdì notte altro non ho fatto che sintonizzarmi su Sky Tg24, attonita sono rimasta fino alle 3 di notte cercando di rispondere ad uno dei più semplici ma a volte complessi quesiti ‘Perchè?’
    Perché delle persone fanno questo.
    Perché esiste una cultura che alla sua base ha odio e violenza.
    Perché nel 2015 esistono ancora persone che uccidono nel nome di Dio.
    Perché una cosa così importante come la vita non viene rispettata da tutti.
    In tutto questo venivo sopraffatta da immagini strazianti, urla, pianti, sirene e pensavo a come mi troverei io in una situazione del genere o peggio ancora come si può trovare una persona davanti alla tv e non sapere se figli, mariti, mogli o amici stanno bene.
    Ho avuto una notte agitata.
    La mattina successiva mi sono svegliata e aprendo due dei più famosi social network ho capito che non finirò mai di sentirmi un pesce fuor d’acqua in questa umanità.
    La maggior parte delle persone era lì che pensava a cosa gli altri scrivevano, cosa pubblicavano, cosa pensavano e che immagini profilo cambiavano.
    Lì ho capito che per queste persone provo schifo, lo schifo quello vero e che è grazie a gente così che la nostra società sta perdendo la vera guerra, quella della cultura.

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  3. Ho pensato un po' prima di scrivere un commento qui. Mi sento una fiammella in lutto e ho capito che così non faremo niente. Insomma, mi sento anche un po' inutile e d ignorante di fronte a tanti kalashnikov che sparano senza ritegno. Mi sento inutile e senza salvagente in mezzo ad un mare di sangue. Eppure io son a casa, davanti al mio computer a scrivere mentre intorno a noi ci sono tante vittime. Poi non voglio stare zitta e anche io dico la mia su un social, perchè il silenzio è complice del terrorismo.
    Poi mi sono fermata un po' a pensare che fine faranno i nostri hashtag, e da persona cattolica praticante mi sento in croce. Mi sento sporca a pregare un Dio in nome del quale sono morte persone. Poi mi avvicino al mio Dio e mi sento meglio. Sono un po' agitata a scrivere queste cose ma spero di riuscire nel mio intento. Se questo è un incubo vorrei che fosse l'ultimo, eppure non lo è. Siamo bombardati da notizie una peggio e più dolorosa dell'altra.
    La gente crede che sia in nome della libertà ma non è così.
    Il terrorismo non è simbolo di libertà, uccidersi non ti rende una persona libera. Una persona che si fa esplodere in aria non è libero, è un servo di un capo. E la servitù non è sinonimo di libertà. La gente che si fa esplodere in aria non ha amore, nè per se stesso e nemmeno per gli altri, non ha amore per la specie. Nutre un odio profondo verso un altro, e la coalizione di odio ha mozzato tante vite.
    Ma è troppo semplice scrivere, ed è troppo semplice giudicare e io non mi sento di giudicare.
    Così come hai detto tu non posso prendere parte.
    Mi sento solo un granello in mezzo a tanti granelli diversi e doloranti, e non mi sento più uguale a nessuno. E forse serve un po' più di amore ed uguaglianza, e meno amore per il potere.
    In un mondo di abusi dove solo la strada possiamo trovare ad occhi chiusi, così dice Fedez. Non voglio sentirmi parte dell'Italia, e non voglio sentirmi italiana. Non voglio tirare a conclusioni storiche, non mi permetto.
    Voglio sentirmi cittadina di un mondo, di un mondo che oggi fa male.
    Non so quanto io centri il punto stasera, e ho paura di aver fatto una figuraccia. Ma sai che è fin troppo difficile in queste situazioni.
    Meno bandiere e meno silenzio.
    Forse questo vorrei dire, perchè cito ciò che ho scritto sotto la foto con l'hashtag "Perché l'unico modo per dire con orgoglio che noi siamo Charlie e non ciarlatani è puntarci il dito contro." • Fedez


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  4. Grazie di cuore per i commenti, ragazze. <3
    È un argomento delicato e spesso le parole sembrano fuori luogo.
    Vi abbraccio forte!

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