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venerdì 29 gennaio 2016

FBI #2 - Awards Ceremony




Federal Blogger Investigators è una rubrica da me creata a cadenza mensile, inerente a una delle diramazioni più importanti dell'F.B.I.: i Blogger Investigators. ;) Ogni primo venerdì del mese verrà inserito un post con degli indizi che portano a un libro/film o serie tv specifico/a... chi vorrà partecipare dovrà cercare di indovinare. L'ultimo venerdì del mese verrà annunciato il vincitore che si approprierà della targhetta/certificato che attesta in modo ufficiale il blogger come vero Agente.


Eccoci arrivati al venerdì più importante del mese: il giorno della premiazione!
Anche questa volta posso ritenermi soddisfatta del riscontro ottenuto, ho notato molti bravissimi agenti e trovato un altro Agente Senior che, grazie alla sua esperienza, ha indovinato il film in questione, dopo aver letto i seguenti indizi:

  1. La storia è tratta da un libro;
  2. È stato girato in Georgia;
  3. In una scena del film uno dei protagonisti indossa un vestito lilla;

Congratulazioni quindi al nostro Agente Speciale Arianna Lan - Sparire nei libri, che ha battuto tutti sul tempo indovinando il film: The last song.

Codice Targhetta:
<a href="http://btsofmysoul.blogspot.it/search/label/FBI%20Federal%20Blogger%20Invastigators"><img src="http://i.imgur.com/as9OJRc.png" height="130%"  style="border: none; box-shadow: none;" width="130%" /></a>

Complimenti davvero e benvenuta nella squadra dei Blogger Investigator - famoso distretto dell'FBI. ;)

Ringrazio tutti i partecipanti all'iniziativa.

A questo punto non mi resta che darvi appuntamento al prossimo mese, nuovo/a libro/film o serie tv da scoprire, nuovi indizi e un vincitore.
Vi ricordo inoltre che alla fine dell'anno - quindi a Dicembre 2016 - il blogger che avrà vinto almeno cinque volte l'attestato vincerà il premio di "Miglior Agente" e riceverà un buono regalo di 10,00 € su Amazon o Kobo - lista Agenti aggiornata.

mercoledì 27 gennaio 2016

Recensione: The Martian; Il ponte delle spie; Creed


Questo fine settimana è stato davvero molto produttivo, cinematograficamente parlando: essendo stata poco bene ho colto l'attimo e mi sono guardata ben tre film con delle candidature agli Oscar.
Se penso a quanti film ancora devo vedere mi sale il panico... ce la farò a terminare la mia maratona prima del 28 Febbraio? xD Speriamo!




SOPRAVVISSUTO - THE MARTIAN


Regia: Ridley Scott
Sceneggiatura: Drew Goddard
Produttore: Simon Kinberg, Ridley Scott, Michael Schaefer, Aditya Sood, Mark Huffam
Casa di produzione: Scott Free Productions Kinberg Genre
Paese: USA
Anno: 2015
Genere: Fantascienza, commedia drammatica
Durata: 141 min

TRAMA:
Durante una missione su Marte, l'astronauta Mark Watney viene considerato morto dopo una forte tempesta e per questo abbandonato dal suo equipaggio. Ma Watney è sopravvissuto e ora si ritrova solo sul pianeta ostile. Con scarse provviste, Watney deve attingere al suo ingegno, alla sua arguzia e al suo spirito di sopravvivenza per trovare un modo per segnalare alla Terra che è vivo. A milioni di chilometri di distanza, la NASA e un team di scienziati internazionali lavorano instancabilmente per cercare di portare "il marziano" a casa, mentre i suoi compagni cercano di tracciare un'audace, se non impossibile, missione di salvataggio.



Un film molto carino, una piacevole visione accompagnata da un Matt Damon davvero ironico e divertente. Inizialmente ero scettica, credevo si trattasse del solito film stile Armageddon, mi sono assolutamente ricreduta, ridendo e tifando per l'unico nel suo genere Mark Witney.




IL PONTE DELLE SPIE


Regia: Steve Spielberg
Sceneggiatura: Matt Charman, Joel ed Ethan Coen
Produttore: Kristie Macosko Krieger, Marc Platt, Steven Spielberg
Produttore esecutivo: Kristie Macosko Krieger, Marc Platt, Steven Spielberg
Casa di produzione: Amblin Entertainment, DreamWorks SKG, Fox 2000 Pictures, Marc Platt Productions, Participant Media, Reliance Entertainment, Studio Babelsberg, Touchstone Pictures
Paese: USA
Anno: 2015
Genere: Thriller, spionaggio, storico, drammatico
Durata: 141 min

TRAMA:
Il titolo del film, Il ponte delle spie, fa riferimento a un ponte realmente esistente a Berlino, che un tempo univa la zona est e quella ovest, oggi noto come Ponte di Glienicke. Il soprannome gli viene dal fatto di essere stato spesso teatro di scambi di prigionieri tra i servizi segreti americani e quelli della Germania Est. Il ponte delle spie racconta la storia di James Donovan (Tom Hanks), un famoso avvocato di Brooklyn che si ritrova al centro della Guerra Fredda quando la CIA lo ingaggia per un compito quasi impossibile: la negoziazione per il rilascio di un pilota statunitense, Francis Gary Powers, abbattuto nei cieli dell'Unione Sovietica mentre volava a bordo di un aereo spia U2.



Una storia forte raccontata da uno dei più grandi registi, con la presenza di attori davvero straordinari. Questo film è complicato - lo so, giriamo sempre intorno alla parola difficile -, non c'è azione eppure coinvolge dal primo all'ultimo minuto. Una scoperta eccezionale per me è stato l'attore Mark Rylance, nei panni di Rudolf Abel: le sue espressione, la sua tranquillità nonostante la situazione, i suoi tick e il suo "servirebbe" che mi ha fatta quasi commuovere... si è sicuramente meritato la candidatura come Miglior attore non protagonista e chissà, magari sarà anche colui che porterà a casa la statuetta. :)




CREED - NATO PER COMBATTERE


Regia: Ryan Coogler
Sceneggiatura: Ryan Coogler, Aaron Covington
Produttore: Robert Chartoff, William Chartoff, Sylvester Stallone, Kevin King Templeton, David Winkler, Irwin Winkler
Produttore esecutivo: Nicolas Stern
Casa di produzione: Metro-Goldwyn-Mayer, New Line Cinema, Warner Bros.
Paese: USA
Anno: 2015
Genere: Drammatico, sportivo
Durata: 133 min

TRAMA:
Adonis Johnson non ha mai conosciuto il suo celebre padre, il campione del mondo dei pesi massimi Apollo Creed, morto prima della sua nascita. Nonostante tutto, non c'è modo di negare che la boxe scorra nelle sue vene, quindi Adonis va a Philadelphia, luogo del leggendario incontro tra Apollo Creed e lo sfidante Rocky Balboa. Una volta arrivato in città, Adonis rintraccia Rocky e gli chiede di essere il suo allenatore. Nonostante l'insistenza nello spiegare al giovane che lui ormai è fuori dal giro da parecchio tempo, Rocky vede in Adonis la stessa forza e determinazione caratteristiche di Apollo, il fiero rivale che diventò anche l'amico più stretto.



Voglio confessare una cosa che permetterà agli amanti del genere di avere un movente per la mia uccisione: non ho mai visto Rocky - o meglio, ne ho visto uno, ma non tutto... se ricordo bene il terzo. Ad ogni modo, vi giuro che i film di pugilato faccio davvero fatica a vederli, mi fa stare male vedere persone che per sport si picchiano fino a rischiare la propria vita. :(
Tuttavia, Creed è stato una sorpresa: non mi aspettavo una pellicola così piacevole e scorrevole. Sì, la storia non è di quelle mozzafiato che lasciano il segno per sempre, ma non è male come immaginavo. Mi sono piaciuti molto sia Michael Jordan - assurdo si chiami così D: - che Stallone, quest'ultimo catturando la mia simpatia.

lunedì 25 gennaio 2016

#MotivationalMonday 8




#MotivanionalMonday è una rubrica da me creata a cadenza settimanale dove posterò una frase motivazionale, accompagnata da un consiglio letterario, cinematografico o serie tv il più possibile inerente al contesto.


Gli uomini sono artefici del proprio destino: possono commettere sempre gli stessi errori, possono fuggire costantemente da ciò che desiderano, e che magari la vita gli offre in modo generoso; oppure possono abbandonarsi al destino e lottare per i propri sogni accettando il fatto che si presentano sempre nel momento giusto.
- Paulo Coelho

Cominciamo questa settimana con una bella frase d'incoraggiamento.
Non so se siamo davvero artefici del nostro destino, forse in parte e non fino in fondo; ciò di cui non ho dubbi è che se aspettiamo che le cose che vogliamo ci caschino dal cielo, allora non abbiamo speriamo speranze.
In questo momento faccio parte della prima parte della frase: non faccio che scoraggiarmi e trovare infinite scuse che mi impediscono di realizzare i miei sogni, ma quel che spero è che un giorno riesca a trovare il coraggio di lasciarmi andare al mio destino e lottare per ciò che amo.
Chi mi conosce bene ormai avrà capito quanto siano importanti per me i sogni, quanto è importante per me vedere negli occhi delle persone la speranza di qualcosa di migliore e, anche se oggigiorno è sempre più facile doversi scontrare con gente arrendevole, vi auguro... anzi, vi chiedo di essere forti e continuare ad essere coraggiosi, combattendo ogni giorno a denti stretti per il futuro che desiderate.





L'ALCHIMISTA

Paulo Coelho

Genere: Romanzo
Prima edizione originale: 1988
Lingua originale: Portoghese


TRAMA:
Il romanzo L'alchimista racconta la vicenda del giovane pastore Santiago, sfruttando due temi sempreverdi della letteratura mondiale: il viaggio e il sogno. La fabula si snoda in un arco temporale di due anni : scopo apparente del viaggio è - per il giovane Santiago - l'inseguimento di un sogno ricorrente, secondo il quale, ai piedi delle Piramidi, vi sarebbe un ricchissimo tesoro nascosto. In realtà, l'avventura che lo porterà dall'Andalusia - sua terra natale - fino sotto le Grandi Piramidi d'Egitto, finirà per rappresentare un insieme di durissimi banchi di prova, rappresentazione allegorica della crescita.

Tra i personaggi più importanti nell'economia del romanzo, vi è una figura che caratterizza alcune delle primissime pagine: il vecchio e saggio Re di Salem, Melchisede. La stranezza più grande di questo savio è il fatto che egli conosca a menadito qualsiasi dettaglio della vita di Santiago, anche se il ragazzo giurerebbe di non averlo mai visto prima. Il vecchio incita il ragazzo a vendere le sue pecore e ad intraprendere il viaggio e gli fa anche dono di Urim e Tummim (due pietre che indicano il cammino da compiere, poiché una indica il no e l'altra il sì), oltre a dispensargli una serie di utili consigli.

La prima tappa di Santiago è Tangeri, la città-ponte verso l'Africa. Il giovane, molto ottimista e un po' ingenuo, viene immediatamente derubato da un suo coetaneo di tutto il denaro che possiede ed è costretto a rimboccarsi subito le maniche per riguadagnarsi quanto perduto. Entra nella bottega di un Mercante di cristalli malinconico e sull'orlo del fallimento; nel volger di un anno, grazie al suo spirito d'iniziativa e anche ad una strana magia che lo accompagna in ogni dove, riesce a far diventare l'emporio uno dei più prosperi della città e a riprendere il suo cammino, forte di un bel gruzzolo e di un'esperienza nuova.

"Il giovane Santiago imparerà, o meglio, riconoscerà quel linguaggio simbolico e universale che gli permetterà di penetrare l'Anima del Mondo, ovvero l'unico in grado di cogliere e interpretare tutti quei “segnali” che l'universo invia a tutti coloro che desiderano con tutto il cuore realizzare la propria Leggenda Personale."

Si unisce, quindi, ad una carovana diretta nel deserto, dove incontra un uomo di nazionalità inglese che, dopo aver passato la sua vita a studiare l'alchimia, ha intrapreso a sua volta un viaggio per incontrare un saggio Alchimista nell'oasi di El-Faiyûm. In realtà, da quanto poi emergerà dal romanzo, l'Alchimista non sta aspettando che Santiago, per dispensargli aiuto e consigli utili ad arrivare al suo tesoro. Ad El-Faiyûm, Santiago sconfigge dei beduini (che, impegnati in una lotta tra clan, attaccano l'oasi - zona tipicamente franca) e incontra una ragazza araba, Fatima, di cui s'innamora - corrisposto-. Il suo percorso verso le Piramidi, però, deve proseguire; lasciata la ragazza con la promessa di ritornare al più presto, va in cerca del tesoro, scortato per un pezzo dall'Alchimista. Arrivato alle piramidi, troverà un gruppo di predoni che lo deruberanno nuovamente. Prima di andarsene il capo dei predoni gli rivela che anche lui aveva fatto un sogno due anni prima, non dandoci importanza, ma questo sogno rivela a Santiago la via per il tesoro. Riuscirà infine a ritornare sano e salvo dall'amata, finalmente cresciuto.




E questa settimana me la sono cavata con libro + film... :) amo quando i libri regalano al cinema una parte del loro bagaglio.
Bene, a questo punto attendo i vostri pareri in merito. ❤

Un abbraccio a tutti,
Jennifer
domenica 24 gennaio 2016

The Secret Circle - Mysterious Book Taste




The Secret Circle - Il Circolo Segreto - è una rubrica/iniziativa da me creata a cadenza casuale. L'iscrizione vi permetterà di entrare a far parte di un club segreto, ricco di amanti del cinema e della lettura. Un particolare modo per crescere culturalmente, rendendo più vasta la gamma di generi al quale interessarsi. Per maggiori informazioni e chiarimenti, trovate tutto nella sezione dedicata in alto nel menù.


Un piccolo assaggio dell'attuale lettura del club:

Il soldato tornò indietro e sedette sulla panchina.
Di colpo tutto il resto svanì dalla mente di Tatiana.
Rimasero in silenzio. Com’era possibile? pensò lei. Ci siamo appena incontrati. Anzi. Non ci siamo affatto incontrati. Non ci conosciamo. Come può esserci qualcosa tra di noi?
Alzò gli occhi nervosa e li abbassò sulla strada. Temeva che lui potesse udire il rumore del suo cuore che le martellava nel petto e che già aveva fatto fuggire i corvi dagli alberi dietro di loro: gli uccelli erano volati via spaventati, sbattendo energicamente le ali. Tutta colpa sua.
Ora desiderava che l’autobus arrivasse. Subito.





Se con questo post vi ho incuriositi e volete anche voi far parte del club segreto, ecco qui come fare! ;)

venerdì 22 gennaio 2016

Segnalazione: Il siberiano, Giovanna Roma


Buongiorno, cari lettori, oggi sono qui per fare qualcosa di insolito in questo blog, ovvero segnalarvi l'uscita di un libro self-publishing: Il siberiano di Giovanna Roma - sequel di La mia vendetta con te.



IL SIBERIANO

Giovanna Roma

TITOLO: Il Siberiano
AUTRICE: Giovanna Roma Self-pubblishing 
GENERE: Dark Contemporary 
DATA PUBBLICAZIONE: 16 dicembre 2015 
ISBN: 9788892528871 
PREZZO: € 1,99 
PAGINE: 347


BIOGRAFIA AUTRICE: Sono nata e cresciuta in Italia e viaggiato sin da bambina. I generi che leggo spaziano tra thriller, psicologia, erotico e dark romance. Anche quando un autore non mi convince, concedo sempre una seconda possibilità, leggendo un altro suo libro.

OPERA PRECEDENTE: La mia vendetta con te
SOCIAL NETWORK AUTRICE: Pinterest | Blog | GoodReads | Facebook | Google+ | YouTube | Twitter

TRAMA:
Sono stato tradito dal mio migliore amico.
Maksim non ha ben chiaro contro chi ha dichiarato guerra.
È giunto il momento di un cambio al vertice, di pagare per i propri errori.
Lacrime di sangue righeranno le guance della sua bella Katerina.
Non supererà mai il dolore che gli infliggerò. Ha avuto l’audacia di tradirmi ancora, ma scoprirà sulla sua pelle che sarebbe stato meglio non essere ritrovati dal Siberiano.


**Attenzione** 

Dark contemporary romance Questo romanzo contiene situazioni inquietanti, scene molto forti, violente, esplicite e un linguaggio crudo. Non adatto a minori o persone particolarmente sensibili o suscettibili. Leggerlo potrebbe scioccarvi, persino disturbarvi.

LINK DI ACQUISTO:
Kindle | GPlay | Kobo | Libreria Rizzoli | Bookrepublic
mercoledì 20 gennaio 2016

Recensione: The Revenant, Alejandro G. Iñárritu

Aspettavo l'uscita di questo film da almeno sei mesi; già allora sentivo dentro di me che ci sarebbe stato qualcosa di diverso nell'interpretazione di Leonardo DiCaprio... ma lo vedremo a breve.
Questa sarà una recensione piuttosto lunga, non sono riuscita ad essere più concisa di così, ma spero apprezzerete comunque la lettura - è molto importante per me esprimere bene il mio pensiero, sopratutto in ambito cinematografico.


THE REVENANT

Regia: Alejandro González Iñárritu
Sceneggiatura: Alejandro González Iñárritu, Mark L. Smith
Produttore: Steve Golin, Keith Redmon, David Kanter, Alejandro González Iñárritu, Arnon Milchan, James Skotchdopole
Produttore esecutivo: Paul Green, James Packer, Brett Ratner
Casa di produzione: New Regency Productions, RatPac Entertainment
Paese: USA
Anno: 2015
Genere: Drammatico, avventura
Durata: 156 min

TRAMA:
Tratto da una storia vera, Revenant racconta l'epica avventura di un uomo che cerca di sopravvivere grazie alla straordinaria forza del proprio spirito. In una spedizione nelle vergini terre americane, l'esploratore Hugh Glass (Leonardo Di Caprio) viene brutalmente attaccato da un orso e dato per morto dai membri del suo stesso gruppo di cacciatori. Nella sua lotta per la sopravvivenza, Glass sopporta inimmaginabili sofferenze, tra cui anche il tradimento del suo compagno John Fitzgerald (Tom Hardy). Mosso da una profonda determinazione e dall'amore per la sua famiglia, Glass dovrà superare un duro inverno nell'implacabile tentativo di sopravvivere e di trovare la sua redenzione.


DIFFICILE, questo è l'aggettivo che accomuna i film in uscita quest'anno e in lotta per il premio più ambito nel mondo del cinema: l'Oscar.
La pellicola diretta dal premio Oscar - per la regia e miglior film con Birdman - e vincitore ai Golden Globe - per miglior regia e miglior film con Revenant - è tra le più crude, violente, drammatiche e riflessive che abbia visto negli ultimi tempi.
Preciso, non è un genere che prediligo, anzi... se non fosse stato per le candidature e la presenza dell'incredibile Leonardo DiCaprio, dubito sarei andata a vederlo.
Non mi è piaciuto? Nient'affatto, ho apprezzato tantissimo la visione di questo film e questo mi ha davvero stupita: ero andata al cinema esclusivamente per essere il più preparata possibile e avere la prova della mia sensazione sulla recitazione di DiCaprio.
A differenza di molti, fino ad ora non avrei mai premiato Leonardo con la più ambita delle statuette; questo non significa che lui non sia un attore da Oscar, lo è da diverso tempo - non per Titanic -, ma quello che voglio dire è che non basta essere un attore da Oscar per vincerlo, devi essere il migliore tra quelli in gara quell'anno. A mio modesto parere, fino ad oggi, lui non lo è stato e non per suo demerito, ma per l'eccellenza dei suoi "rivali".
Vi dirò di più, non credo sia un problema di complotti, del fatto che lui sia odiato all'interno dello star system o che lo fosse Martin Scorsese - quest'ultimo premiato come miglior regista nel 2007 con il film The Departed - con il quale l'attore ama collaborare; questo discorso sminuirebbe una sua eventuale futura vittoria e un attore del suo calibro non lo merita affatto.

Spese queste parole, passiamo alle cose che hanno catturato la mia attenzione e hanno ottenuto la mia più totale approvazione di The Revenant:

  • la regia - non sono una sua fan, ma Alejandro G. Iñárritu non mi è dispiaciuto per niente, né in Revenant - Redivivo, né in Birdman che invece a molti non è piaciuto e altrettanti non hanno nemmeno voluto vederlo. Quest'anno il regista si è decisamente superato, dando vita ad un viaggio verso una realtà a molti di noi sconosciuta. Ho apprezzato il suo coraggio nel riprendere scene crude e violente, sapendo perfettamente quanto rischiosa e discussa sarebbe stata la scelta, ma una storia di questo genere avrebbe perso ogni significato con delle censure: è giusto fa vedere allo spettatore quella che è purtroppo la realtà;
  • la velocità narrativa - un grande errore facilmente commesso è quello di rendere un film troppo veloce o troppo lento, in questo caso non è successo. La direzione di Iñárritu è stata incredibile, ha dato il giusto spazio agli eventi, permettendo così allo spettatore di metabolizzare ogni singola scena;
  • l'ambientazione - i paesaggi straordinari dove è stato girato il film ne rendono la visione ancora più coinvolgente. Le meravigliose distese canadesi, tra i posti più belli al mondo, hanno dato alla pellicola quel sapore di realtà e natura, indispensabili per una storia di così forte impatto: Ci si ritrova terribilmente combattuti tra la sofferenza del personaggio e la bellezza di quei panorami mozzafiato;
  • il cast - un buon film non sarà mai tale senza un ottimo cast e la bravura di un regista si vede anche in questo. Spicca tra tutti la performance di Tom Hardy, nei panni di un maledetto John Fitzgerald, che ha letteralmente reso impossibile la vita del povero Hugh Glass;
  • Leonardo DiCaprio - senza la sua presenza The Revenant non sarebbe stato un film di tale spessore. Lui questa volta ha fatto la differenza. Le assurde difficoltà che ha dovuto affrontare per realizzare la più straordinaria delle sue interpretazione, sono sicuramente tra i motivi che hanno portato la giuria degli Academy a candidarlo come migliore attore. Credetemi, dopo aver letto le interviste e scoperto cos'ha dovuto fare per questo ruolo, e dopo aver visto il film e provato attraverso la sua bravura delle dolorosissime emozioni, vi renderete conto che mai come ora Leonardo DiCaprio merita di vincere l'Oscar come miglior attore protagonista.


Con ben 12 candidature agli Oscar - miglior film, miglior regia, miglior attore protagonista, miglior attore non protagonista, miglior montaggio, miglior fotografia, migliori costumi, miglior trucco, migliori effetti speciali, miglior sonoro, miglior montaggio sonoro - Revenant - Redivivo è decisamente la pellicola più ambiziosa presente agli Academy Awards del 2016.
Non ci resta che andare avanti con la preparazione e attendere il 28 Febbraio per avere le risposte definitive, ma nel frattempo faccio a Leonardo DiCaprio i miei più sinceri complimenti per la sua EPICA interpretazione.

STUPENDO, CON UN DICAPRIO DA OSCAR

lunedì 18 gennaio 2016

#MotivationalMonday 7




#MotivanionalMonday è una rubrica da me creata a cadenza settimanale dove posterò una frase motivazionale, accompagnata da un consiglio letterario, cinematografico o serie tv il più possibile inerente al contesto.


Vorrei che nei momenti di disperazione non ti venga in mente di invidiare la felicità degli altri, le fortune, i successi degli altri, le certezze, i risultati, le luci nelle case degli altri: dappertutto c'è del bene, dappertutto c'è del male.
- Chiara Gamberale

Ho trovato questa frase girovagando per la rete ed ho pensato subito alla rubrica del lunedì.
Quante volte capita di desiderare ciò che di bello hanno gli altri? Che sia qualcosa di materiale come un laptop o qualcosa come il lavoro dei sogni, un bel matrimonio, dei figli, una promettente carriera... è davvero facile perdersi in questa spirale senza fine.
Ma cosa sappiamo noi di quello che effettivamente stanno provando? Magari ciò che a noi sembra roseo, in realtà non è che la facciata esterna, una visuale distorta della realtà. Ovviamente spero sempre non sia così, non auguro a nessuno di vivere brutti momenti - che sia nella vita privata o a lavoro -, ma quel che sto dicendo è che spesso invidiamo qualcosa di inesistente.
Mi è capitato tantissime volte di invidiare la vita di alcuni miei amici, ma poi, riflettendoci bene e mettendomi nei loro panni, mi rendevo conto che non sarei stata poi così bene e che la loro realtà non era poi così bella come me l'ero immaginata.
È un po' come il discorso "lui è ricco, che ne sa di cosa sono i veri problemi"; è davvero sufficiente del denaro per poter vivere una vita priva di preoccupazioni? Io non credo e dovrebbero rendersene conto anche le persone che con poca sensibilità parlano così.
Purtroppo nessuno ha una vita perfetta, certo c'è chi è più fortunato di altri, chi è così antipatico da portarci a desiderare che abbia una vita squallida, ma alla fine della giornata siamo quasi tutti sulla stessa barca.




LE LUCI NELLE CASE DEGLI ALTRI

Chiara Gamberale

Casa editrice: Arnoldo Mondadori Editore
Genere: Romanzo
Prima edizione originale: 2010
Lingua originale: Italiano
Ambientazione: Roma, anni novanta-duemila


TRAMA:
Dicembre 1999. Una mattina la signorina Tina Polidoro, solitaria ed abitudinaria sessantanovenne, riceve una telefonata dalla polizia, che la informa della morte improvvisa della giovane Maria, amministratrice condominiale del palazzo romano in cui Tina risiede.
In men che non si dica gli abitanti di via Grotta Perfetta 315 convocano una riunione straordinaria per decidere la linea operativa dei funerali di Maria, orfana e senza nessuno a cui affidare la figlia di sei anni, Mandorla. Ognuno dei condòmini ha avuto uno stretto legame con Maria, una ragazza avventuriera e desiderosa di vivere e alla fine si decide per un rito civile.
Durante la cerimonia, tuttavia, la piccola Mandorla consegna alla signorina Polidoro una lettera scritta da sua madre il giorno della sua nascita, il 25 ottobre 1993. Qui la giovane donna, oltre ad augurare il meglio alla sua bambina, rivela che suo padre è proprio uno degli abitanti di via Grotta Perfetta 315.
Durante la riunione condominiale successiva, Tina legge la lettera di Maria agli inquilini, che quindi devono trovare una soluzione per l'affidamento di Mandorla. Inizialmente si decide di richiedere il test di paternità, ma l'idea viene scartata per via delle conseguenze dell'esame, che potrebbe distruggere una delle famiglie. I condòmini quindi decidono di far richiedere ufficialmente la tutela legale a Tina, per poi crescere la bambina tutti insieme, facendola vivere a rotazione in ognuno dei cinque appartamenti dello stabile.
La piccola Mandorla quindi comincia ad affezionarsi alle sue cinque famiglie: la signorina Polidoro, la cui solitudine la spinge ad immaginare incontri notturni con amici inesistenti; i giovani genitori Caterina e Samuele Grò, il cui rapporto viene messo in crisi dalla relazione extraconiugale di lui; la coppia omosessuale di Michelangelo e Paolo, vittima di problemi per via del legame fra Michelangelo e la defunta Maria; i conviventi Lidia Frezzani e Lorenzo Ferri, per cui i litigi sono all'ordine del giorno e che servono solo a rafforzare il rapporto; e infine i Barilla, prototipo della famiglia classica, serena e stabile.
Il carattere di Mandorla e la sua storia personale, tuttavia, le impediscono di socializzare con i compagni di scuola, portandola ad isolarsi nonostante l'appoggio del coetaneo Matteo Barilla. Perdipiù Mandorla vive ossessionata dalla paura di imbattersi in Porcomondo, un tossicodipendente che anni prima aveva terrorizzato il quartiere.
Arrivata al liceo, Mandorla dovrà fronteggiare la gelosia per la relazione fra la sua compagna di banco Eva Brandi e Matteo, di cui si è innamorata all'improvviso. Inoltre verrà sedotta da Palomo Carnevale, inviso ai coetanei e perciò simile a lei.
La storia della vita di Mandorla e la sua ricerca del padre vengono inframezzati dai pensieri della Mandorla diciottenne, incastrata e arrestata per complicità in un reato non meglio chiarito, che verrà svelato solo alla fine.




Avete mai letto questo libro? Io non lo conoscevo proprio, ma la trama devo ammettere è riuscita ad incuriosirmi.
Be', a questo punto auguro a tutti voi un buon lunedì e una buona settimana - lavorativa, scolastica o qualsiasi cosa dobbiate fare. Mi auguro davvero che le vostre vite siano ricche di incredibili emozioni.

Un abbraccio,
Jennifer
sabato 16 gennaio 2016

Recensione: After, Anna Todd

Hey, ma quindi recensisci anche libri?
Lo so, sono vergognosamente imperdonabile: ho il blog da Settembre e ho recensito solo due libri... Vedrò di farmi perdonare in questo 2016, cominciando da After, serie molto discussa nata da una Fan Fiction su un cantante dei One Direction - Harry Styles.


AFTER

Anna Todd

Casa Editrice: Morten Tyldum
Genere: Graham Moore

After Series:
1. After
2. Un cuore in mille pezzi
3. Come mondi lontani
4. Anime perdute
5. Amore infinito

TRAMA:
Ambiziosa, riservata e con un ragazzo perfetto che l'aspetta a casa, Tessa ama pensare di avere il controllo della sua vita. Al primo anno di college, il suo futuro sembra già segnato: una laurea, un buon lavoro, un matrimonio felice... Sembra, perché Tessa fa a malapena in tempo a mettere piede nel campus che subito s'imbatte in Hardin. E da allora niente è più come prima. Lui è il classico cattivo ragazzo, tutto fascino e sregolatezza, arrabbiato con il mondo, arrogante e ribelle, pieno di piercing e tatuaggi. È la persona più detestabile che Tessa abbia mai conosciuto. Eppure, il giorno in cui si ritrova sola con lui nella sua stanza, non può fare a meno di baciarlo. Un bacio che cambierà tutto. E accenderà in lei una passione incontrollabile. Una passione che, contro ogni previsione, sembra reciproca. Nonostante Hardin, per ogni passo che fa verso di lei, con un altro poi retroceda. Per entrambi sarebbe più facile arrendersi e voltare pagina, ma se stare insieme è difficile, a tratti impossibile, lo è ancora di più stare lontani. Quello che c'è tra Tessa e Hardin è solo una storia sbagliata o l'inizio di un amore infinito? Che sia davvero questo l'amore?




La mia avventura con la serie After è iniziata ad Agosto 2015, poco prima delle mie ferie estive. Ricordo ancora quando, durante il mio soggiorno a Tenerife - un giorno vi parlerò anche di quest'isola delle Canarie nella mia rubrica dedita ai viaggi -, passavo i miei momenti di relax, leggendo questa storia.
Cosa c'è di meglio delle giornate di sole, mare, spiaggia e un libro tra le mani? Se non fossi così innamorata del Cinema e delle Serie TV direi: niente.
Comunque, leggendo i primi capitoli del libro ho pensato non fosse poi così male come storia ed ero molto contenta che Hardin non ricordasse minimamente Harry Styles - non me ne vogliano le fan dei 1D, semplicemente i miei gusti sono diversi e lui, otre ad essere piccolo per me, non rientra nei miei standard di uomo ideale.
Insomma, più andavo avanti, più mi rendevo conto che i due protagonisti mi stavano trascinando dentro la loro storia... eppure non riesco proprio a ritenermi soddisfatta di questa infinita saga creata da Anna Todd.
Non starò qui a raccontare i miei mesi in balia dei cinque libri, altrimenti scriverei un romanzo sul romanzo e solo l'idea mi fa accapponare la pelle; userò il mio solito espediente per elencarvi le cose che purtroppo non ho apprezzato:

  • Il vasto numero di ripetizioni presenti nel corso della storia - qui non so se la colpa è della scrittrice o dei traduttori; finché un racconto rimane una Fan Fiction su un sito dove chiunque può andare a leggere gratuitamente, non dico niente - non sono un mago della grammatica, anzi, sono la prima a commettere infiniti errori -, ma quando parliamo di un libro (pagato) questo diventa inaccettabile;
  • L'eccesso di litigi - ok, una storia travagliata riscontra sicuramente più successo... ma era davvero necessario far litigare Tessa e Hardin per ben cinque libri?
  • L'atteggiamento di Tessa - non riesco proprio a capire perché spesso le scrittrici abbiano la tendenza di far passare ragazze e donne per delle sottomesse. Questa è una cosa che mi fa andare in escandescenza e mi porta poi a non apprezzare la lettura. Non fraintendetemi, io sono la prima ad amare i Bad-Boy e avere la sindrome da crocerossina - purtroppo -, ma questo non significa che permetto loro di trattarmi senza rispetto. Lo trovo inaccettabile e in alcuni casi anche offensivo nei confronti dell'universo femminile: va bene seguire il cuore, fare di tutto per salvare la persona che ami dai demoni che la affliggono, ma non si può dimenticare il rispetto della propria persona;
  • Il finale - dopo cinque libri di comportamenti sprezzanti, urla, sbronze e non andiamo avanti che è meglio... mi congedi con una manciata di pagine di epilogo? Io speravo, anzi mi aspettavo, un quinto libro dove finalmente entrambi i protagonisti sono cresciuti e hanno imparato a rispettarsi l'un latro; mi aspettavo molte più pagine dove godermi l'inizio della loro vera storia d'amore; mi aspettavo un matrimonio, ben raccontato tramite le emozioni di entrambi; mi aspettavo molto più di un "due anni dopo", "dieci anni dopo"...
Insomma, mi dispiace dal profondo del mio cuore dover buttar giù una recensione così, ma dopo averci pensato a lungo non sono riuscita a trovare cose che mi abbiano davvero colpita. Come ho già detto, la storia mi ha coinvolta fin da subito, ma dovendola analizzare devo ammettere di aver trovato un po' troppi elementi che non mi hanno permesso di amare questi libri.
Spero di non aver offeso nessuno, questo è ovviamente solo il mio pensiero e sono felice se ad altri la serie sia piaciuta - non so perché, ma ogni volta che devo scrivere una recensione negativa mi sento in colpa. :(

Alla prossima ❤

CARINO

lunedì 11 gennaio 2016

#MotivationalMonday #6




#MotivanionalMonday è una rubrica da me creata a cadenza settimanale dove posterò una frase motivazionale, accompagnata da un consiglio letterario, cinematografico o serie tv il più possibile inerente al contesto.



We know what we are, but know not what we may be.
- William Shakespeare


Shakespare sa il fatto suo, questo è certo...
E non potevo scegliere altri che lui per questo ritorno, per questo primo appuntamento del 2016.
Come state, meravigliose anime della blogosfera?
Perdonatemi se la settimana scorsa non sono riuscita a postare il mio solito #MotivationalMonday, ma al ritorno del mio viaggio a Londra non ho avuto tempo per fare niente - letteralmente.

Ho scelto questa frase perché ultimamente ho dei pensieri che mi frullano in testa, causandomi non poche paranoie: cosa riserva il mio futuro? Sarà sempre tutto così? Dovrò alzarmi ogni mattina, pensando che non mi piace come sto gestendo la mia vita?
Dobbiamo prendere decisioni ogni singolo giorno, alcune volte non ce ne rendiamo nemmeno conto, ma lo stiamo facendo, e spesso i chiedo se riflettiamo abbastanza nel momento in cui prendiamo una strada piuttosto di un'altra.
Nel passato, e purtroppo anche oggi, ho fatto diverse scelte sbagliate nei miei confronti, cercando di fare ciò che si aspettavano gli altri - soprattutto la famiglia - e ora mi ritrovo a fare i conti con tutto, con infiniti dubbi su chi sarò domani e se oggi sarebbe tutto differente se non avessi...
Ma il punto è: chi può davvero sapere cosa ci aspetta nel futuro? Chi saremo domani o tra dieci anni? O come saremmo oggi se avessimo preso strade diverse?
Nessuno può averne la certezza, può immaginare, sperare... ma non potrà esserne sicuro finché quel momento non sarà arrivato. L'importante è sapere cosa siamo ora, cosa ci ha portato ad ogni nostra scelta, azione, pensiero, conoscenza, errore...
Sì, anche gli errori fanno parte del nostro bagaglio, di chi siamo e di chi saremo, e non dobbiamo lasciarci trascinare dalla negatività di essi, perché senza i nostri errori oggi non saremmo ciò che siamo e per quanto incasinata possa essere la nostra vita, dobbiamo sempre essere fieri di noi stessi.
Quindi se anche voi, come me, vi distruggete l'animo, ossessionandovi da quel che potrebbe essere il vostro futuro e da chi sperate di poter diventare, sappiate che non importa quanti errori abbiamo commesso, né quanto impossibile vi sembra il cammino verso i vostri sogni... non è mai troppo tardi per rimboccarsi le maniche e dare una spinta a quel che sembra essere un destino già scritto.


AMLETO

Willian Shakespeare



TRAMA:
Il dramma ha inizio quando a Elsinore, capitale di Danimarca, si scorge lo spettro del re defunto. Esso ritorna ogni notte per chiedere al figlio Amleto vendetta, poiché è stato assassinato dalla moglie Gertrude e dal fratello Claudio, che ora regnano sulla Danimarca.

Amleto, rimasto turbato dall'incontro con lo spettro, confida ciò che ha visto e sentito al suo amico Orazio, e decide di attuare un piano per accertare la veridicità delle rivelazioni di quest'ultimo; in seguito poi avrebbe vendicato il padre.

Il re e la regina intanto, vorrebbero scoprire qual è la motivazione che ha reso Amleto triste e silenzioso; a questa domanda risponde Polonio, ciambellano di corte e padre di Ofelia, dicendo che Amleto è intristito dalla lontananza con l'amata Ofelia, avvisata dal fratello Laerte e dal padre stesso, dell' impossibile legame con il principe. A questo punto Amleto e Ofelia si incontrano e lui, ancora traumatizzato dalle recenti scoperte, maltratta Ofelia, e le consiglia di farsi suora, perché il suo amore non è ricambiato.

Amleto può finalmente attuare il suo piano, e per farlo chiama alcuni attori che recitino il suo dramma, riproduzione del reale tradimento della regina e di Claudio e dell'omicidio del re.

La reazione di Claudio è immediata, e lo spettacolo viene fermato, Amleto ha la prova innegabile della colpevolezza della madre e dello zio; Amleto poi ha un colloquio con sua madre durante il quale uccide Polonio. In seguito a quest'assassinio, Ofelia impazzisce e muore, cadendo in un fiume. Amleto viene quindi incolpato da Laerte per aver portato Ofelia alla pazzia, e per questo i due si sfidano a duello, su consiglio del re.

Re Claudio e Laerte desiderano che Amleto rimanga ucciso durante questo duello a tutti i costi, quindi avvelenano la punta della spada di Laerte e la coppa da cui avrebbe bevuto il principe.

Tuttavia il duello si svolge diversamente da com'era stato previsto: durante lo scontro Amleto viene colpito dalla spada di Laerte, e in seguito avviene uno scambio delle due armi quindi anche Laerte viene colpito. Intanto la regina beve dalla coppa di Amleto e quindi muore tra le braccia del figlio; Laerte prima di morire confessa all'amico il suo tradimento e i progetti sul duello fatti da lui e dal re. Amleto, ormai morente, costringe il re a bere dalla stessa coppa da cui la madre Gertrude aveva bevuto.

Amleto muore affidando ad Orazio la Danimarca.





Be', ho iniziato dicendovi che Shakespeare sa il fatto suo, è vero... ma auguro a tutti voi di non avere un futuro come quello del protagonista di questa tragedia. ❤
Amleto a parte, spero di avervi dato una piccola motivazione in più in questo primo Lunedì senza più feste... :'( - quando finisce il periodo natalizio sono sempre molto triste, voi?

Un abbraccio immenso a tutti,
Jennifer

Ritratto di Signora - #2




Ritratto di Signora è rubrica a cadenza mensile in collaborazione con Monica, Miki, Federica, Daniela e Francesca. Parleremo ogni primo Lunedì del mese di questo meraviglioso universo femminile, raccontando storie di donne straordinarie che ci ispirano e ricordano di essere sempre forti e coraggiose.



Bentornati all'appuntamento mensile con la rubrica Ritratto di Signora.
Questo mese, causa festività, siamo in ritardo di una settimana, ma l'attesa vale il meraviglioso e toccante post che ci ha regalato Monica di Books Land.
Quando ho letto le sue parole mi sono commossa, è stato inevitabile, ma la ringrazio perché sono venuta a conoscenza di una storia di cui non avevo mai sentito parlare.





Mi sembra strano ritrovarmi qui davanti ad un computer a scrivere questo articolo.
In realtà è molto diverso dai soliti post che prepariamo per la nostra rubrica, perché una volta tanto non vi parlerò di donne coraggiose o da prendere come esempio, questo mese il ritratto è dedicato ad un gruppo di ragazzine che donne non lo sono mai diventate.

Era il 6 Dicembre 1990 ed era una giornata come tante.
Quel giorno avevo l’interrogazione in Storia dell’Arte, il che voleva dire che il pomeriggio precedente lo avevo passato sui libri per preparami, perché con quella materia era così: studiavi tutto il giorno prima senza sosta, ma alla fine il risultato era garantito.
In fin dei conti non era una brutta materia, e se riuscivi ad incantare la professoressa con mille parole, alla fine il bel voto lo portavi a casa.
E così fu. Un otto da raccontare alla mamma, un bel voto per passare un pomeriggio tranquillo tra compiti e libri.
Quello doveva succedere una volta tornata a casa, ed invece in pochi minuti tutto cambiò.
Al suonare della campanella cambiammo aula, e sulla porta intravidi la professoressa di Filosofia che si asciugava le lacrime.
Bastarono poche e semplici parole per cambiare il corso di quella giornata: un aereo militare era caduto accidentalmente su una scuola di periferia.
In quella scuola, il Salvemini di Casalecchio di Reno (Bo), c’erano centinaia di ragazzi, insegnanti, bidelli, persone che come tutti i giorni si erano recati a scuola per compiere il proprio dovere.
In quella scuola, undici ragazze ed un ragazzo di quindici anni persero la vita.


Quel che successe dopo l’impatto ve lo lascio immaginare. Allora non avevamo internet, ma fin dal primo pomeriggio fummo bombardati dalle immagini televisive. 
Il fumo, le urla, ragazzi in jeans che piangevano disperati, e quel buco nel muro della scuola così grande da non sembrare neanche reale.

Il 6 Dicembre 1990 furono spezzate dodici vite, dodici vite che non poterono tornare a casa da scuola e raccontare la loro giornata, spiegare di aver preso un bel voto, giocare con la fantasia e immaginare il loro futuro.

A distanza di venticinque anni spesso mi capita di pensare a loro, a quelle ragazze che donne non sono potute diventare. Cosa avrebbero fatto oggi ormai quarantenni? Alcune di loro sarebbero state madri, altre mogli, donne in carriera o casalinghe in lotta con i conti che non tornano, i figli che ti fanno impazzire…

Ed invece guardo la loro foto, quella classica che in primavera veniva scattata nel giardino della scuola. I visi sorridenti e fiduciosi, le mani che si intrecciano a suggellare un’amicizia che forse durerà tutta una vita.


Quelle ragazze eravamo noi. Noi con i nostri sogni, le nostre prime delusioni d’amore, noi speranzose di fare qualcosa di grande e di lasciare il segno in questa vita.

Dei giorni successivi all’incidente ho un vago ricordo, perché le emozioni erano troppo grandi da gestire, perché una di quelle ragazze la conoscevo, perché come spesso accade in questo paese fin tanto che il cadavere è caldo bisogna sbatterlo in TV a tutti i costi, e la mia mente di sedicenne era davvero troppo piena di confusione, rabbia e dolore.

Il giorno dei funerali tutti insieme chiedemmo una cosa: che un incidente del genere non capitasse mai più. Stringevamo in mano i nostri fiori bianchi, con una targhetta applicata su cui c’era scritta proprio quella frase “Mai più”. 
Mai più dolore, mai più incidenti assurdi (e ancora oggi senza un colpevole), mai più scuole senza scale antincendio, ma più morti inutili.

Venticinque anni sono passati e purtroppo le cose non sono cambiate molto, questo mio ritratto più che altro è per ricordare, perché qui in Italia si dimentica troppo in fretta.

Penso che quelle dodici anime sarebbero diventate delle belle persone da grandi, questo è quello che mi piace credere. Penso che questi ragazzi non debbano essere ricordati solo una volta l’anno.
Penso che se c’è una giustizia, allora forse un giorno qualcuno pagherà per questi morti.
Ma soprattutto penso a voi: Deborah, Laura, Sara, Laura, Tiziana, Antonella, Alessandra, Dario, Elisabetta, Elena, Carmen e Alessandra.. ovunque voi siate vivrete per sempre nel mio ricordo.




Non ho molto da aggiungere, Monica è stata bravissima e credo abbia toccato i cuori dei lettori come pochi sono in grado di fare... per questo la ringrazio.

Ci vediamo il prossimo mese ❤
Monica, Miki, Francesa, Daniela, Federica e Jennifer

Potete trovare questo articolo anche nei seguenti blog:

Books Land
Miki In The Pink Land
Franci lettrice sognatrice
Un libro per amico
Sta sera cucino io

domenica 10 gennaio 2016

Recensione: La grande scommessa, Adam McKay


Il mio tour de force cinematografico, in preparazione per gli Oscar 2016, è iniziato.
A dare il via alle danze è stato La grande scommessa, di Adam McKay, basato sul libro di Michael Lewis The Big Short - Il grande scoperto (The Big Short: Inside the Doomsday Machine) tratto da una storia vera.



LA GRANDE SCOMMESSA

Regia: Adam McKay
Sceneggiatura: Adam McKay, Charles Randolph
Produttore: Dede Gardner, Brad Pitt, Jeremy Kleiner, Arnon Milchan
Casa di produzione: Plan B Entertainment Regency Enterprises
Paese: USA
Anno: 2015
Genere: Biografico, commedia, drammatico
Durata: 130 min


TRAMA:
Il film segue le storie simultanee di tre gruppi di persone che hanno scoperto le basi per la crisi finanziaria del 2007-2010 e riescono a ricavarne enormi profitti.

Nel 2005, l’eccentrico manager di hedge fund Michael Burry (Christian Bale), scopre che il mercato immobiliare statunitense è estremamente instabile, essendo basato su mutui subprime ad alto rischio e fornendo sempre meno ritorni. Predicendo che il mercato crollerà probabilmente nel secondo trimestre del 2007, si rende conto che si possono trarre profitti da questa situazione con la creazione di un mercato di credit default swap, che gli permette di scommettere contro il mercato immobiliare; egli visita numerose banche con questa idea, e le banche, nella convinzione che il mercato immobiliare sia sicuro, accettano la sua proposta. Questo guadagna le ire dei padroni di Burry che credono che egli stia sprecando il loro denaro, chiedendogli di smettere la sua attività, ma lui rifiuta. Man mano che il momento del collasso si avvicina, i suoi investitori perdono la loro fiducia e considerano la possibilità di ritirare i propri investimenti, ma Burry mette una moratoria per i ritiri, con grande rabbia dei suoi investitori. Tuttavia, il mercato crolla come previsto ed egli produce un profitto del 489% dal piano.

L’investitore Jared Vennett (Ryan Gosling) sente dell’operato di Burry nel 2005 da uno dei banchieri di cui si occupa, e ben presto si rende conto di come le previsioni di Burry siano vere. Decide di mettere la propria quota nel mercato dei credit default swap. Una telefonata allerta il trader Mark Baum (Steve Carell) riguardo ai piani di Vennett, che si convince ad unirsi a Vennett. I due scoprono che il crollo incombente del mercato verrà ulteriormente perpetuata dalla vendita di obbligazioni di debito collateralizzate (CDO), gruppi di prestiti poveri inseriti nello stesso pacchetto finanziario e con un rating non corretto di AAA a causa dell'incompetenza delle agenzie di rating. Quando Baum partecipa all’American Securities Forum a Las Vegas, intervista un uomo d'affari che ha creato CDO sintetici, creando quella che viene descritta come una catena di sempre più grandi scommesse sui prestiti difettosi; si rende conto, con suo grande orrore, che la grandezza della frode provocherà un crollo completo dell'economia. I suoi soci d'affari lo convincono a passare attraverso i credit default swap, approfittando della situazione, a spese del pubblico.

Due avidi giovani investitori Charlie Geller (John Magaro) e Jamie Shipley (Finn Wittrock) scoprono un volantino di Vennett nel 2005 e decidono di partecipare all’operazione finanziaria. Dal momento che sono troppo inesperti per poter agire in questo campo, per approfittare della situazione, si arruolano l'aiuto del banchiere in pensione Ben Rickert (Brad Pitt). I tre visitano l’American Securities Forum, dove riescono a fare affari con successo; Shipley e Geller sono inizialmente entusiasti, ma Rickert si rende conto che essi traggono profitto da un collasso economico imminente. I due raggiungono immensi profitti, ma vengono lasciati soli all’interno del sistema corrotto. In un epilogo, Burry si semi-ritira e investe solo in acqua, Baum si rifiuta di dire "te l'avevo detto" al mondo e continua la sua carriera, Rickert torna alla sua pensione, e Shipley e Geller, senza successo, tentano di citare in giudizio le società di rating e infine si dividono. Quasi nessuno coinvolto nella creazione della bolla CDO viene arrestato, e CDO sono presto venduti sotto diverso nome.



Oh. Mio. Dio.

Questa è stata la mia reazione a fine film.
Ho avuto la fortuna di essere in una sala meravigliosa: solo gente adulta, seria e silenziosa; uno schermo grande in proporzione alla sala; sedie comode; postazione perfetta; niente interruzione a metà film.
Mi sono goduta questa pellicola dal primo all'ultimo minuto senza alcuna distrazione... un miracolo al giorno d'oggi.

Lasciatemi dire che questo non è un film per tutti: è impegnativo, strano, difficile e molto tecnico. Insomma, se andate al cinema con lo spirito di vedere un film qualunque non fa al caso vostro; mentre se siete come me, affamati di film e a caccia di nuove opere che faranno la storia, allora farà sicuramente al caso vostro.
Se vi piacerà o meno è soggettivo, ma la bravura del cast e la bellezza della storia - il paradosso di questa frase mi fa quasi ridere - va oltre il gusto personale e in questo caso credo sia indiscutibile.
L'importante, e lo dico alle persone che come me sanno praticamente poco o niente di finanza, è che non pretendiate di capire realmente tutti i termini e le spiegazioni che troverete nel corso del film - mi sono fatta spiegare dei concetti da un'amica che ha studiato la materia in questione e ancora non ho tutto ben chiaro. Questo dimostra quanto sia tecnico il film, ma non credo sia una mancanza del regista, sceneggiatore o degli attori: stiamo parlando del disastro economico causato dalle banche tra il 2005 e il 2010, dal quale molti Paesi non si sono ancora ripresi.
Sì, è un film complicato durante il quale spesso, chi non è del mestiere, utilizza più energie per cercare di capire di cosa si parla e quanto grave sia la situazione, che godersi la prova di recitazione di un singolo attore... ma questi film sono pane per i miei denti perché mi permettono di andare oltre il mio scenario quotidiano, di imparare cose che altrimenti non avrei mai scoperto.

Bene, detto questo ora faccio la mia solita lista e vi dico cosa ho apprezzato maggiormente di questa incredibilmente strana, ma interessante, pellicola:

  • Christian Bale - lui è fantastico, ma in questo film mi è piaciuto da impazzire. Il suo ruolo non era affatto semplice, eppure si è calato nei panni di Michael Burry come se stesse bevendo un bicchiere d'acqua;
  • Steve Carell - insieme a Christian è nominato come miglior attore protagonista al Golden Globe (che saranno stanotte 10.01.2016) e se devo essere onesta, non saprei quale dei due scegliere perché entrambi sono stati mozzafiato;
  • Il narratore - l'intera storia è narrata da Jared Vennett (interpretato da Ryan Gosling). Personalmente ho trovato la scelta azzeccata, perché aiuta a seguire la storia ad una velocità fin troppo elevata... alla fine parliamo di circa tre anni riassunti in 130 minuti;
  • Il fuori campo - è bello vedere i protagonisti della storia esternarsi da essa per parlare direttamente allo spettatore, spiegando magari dei dettagli distorti per esigenza di copione o semplicemente per chiarire punti piuttosto complicati. Questa è una delle cose che ho preferito in assoluto;
  • L'umorismo - la storia non è divertente, non è comica e non è facile da digerire. Molto probabilmente alla fine del film vi ritroverete arrabbiati, frustrati per non poter fare nulla contro questi maledetti stronzi che hanno rovinato intere famiglie per stupidità e avidità... se avessero girato l'intero film sull'onda della serietà, non so se avrei apprezzato La grande scommessa allo stesso modo. Alcuni momenti di umorismo, buttati lì proprio per alleggerire il tutto, sono secondo me una mossa vincente.
Non so se questo film avrà la fortuna di avere qualche statuetta, purtroppo i posti sono limitati e ci sono tante altre storie appetitose da vedere, ma sicuramente è una di quelle pellicole che vale la pena vedere e che spero lascerà segno: per la straordinaria bravura del cast e per la storia che racconta.


STUPENDO

venerdì 8 gennaio 2016

FBI - #2




Federal Blogger Investigators è una rubrica da me creata a cadenza mensile, inerente a una delle diramazioni più importanti dell'F.B.I.: i Blogger Investigators. ;) Ogni primo venerdì del mese verrà inserito un post con degli indizi che portano a un libro/film o serie tv specifico/a... chi vorrà partecipare dovrà cercare di indovinare. L'ultimo venerdì del mese verrà annunciato il vincitore che si approprierà della targhetta/certificato che attesta in modo ufficiale il blogger come vero Agente.


Regolamento:


  • la partecipazione è aperta a tutti i blogger lettori fissi di questo blog;
  • se possibile, pubblicizzare l'iniziativa sui social network - esempio: Google+, Pagina Facebook, Twitter.. etc.;
  • è consentito porre domande - la commissione deciderà se sarà o meno opportuno rispondere;
  • è consentito dare un massimo di tre risposte - da inviare tramite email all'indirizzo jennifermarando88@gmail.com;
  • come impostare la mail: per facilitarne la lettura nella mia posta in arrivo, come oggetto inserite il titolo del post - "FBI - #numero corrente", il link al vostro blog e le risposte;
  • è possibile partecipare fino al giovedì prima dell'ultimo venerdì del mese - ovvero quando verrà annunciato il vincitore;
  • alla fine dell'anno - quindi a partire da Dicembre 2016 - il blogger che avrà vinto almeno cinque volte l'attestato vincerà il premio di "Miglior Agente" e riceverà un buono regalo di 10,00 € su Amazon o Kobo - il vincitore mi indicherà la preferenza privatamente.

Siete pronti? Vi siete allenati duramente come se foste a Quantico? Mi raccomando, vengono reclutati solo i migliori agenti. :)
Lasciate perdere questi miei scleri post-visione di una delle serie tv che più mi sta piacendo in questo periodo...



Tornando seri, ora vi lascio gli indizi del film che dovrete indovinare:


  1. La storia è tratta da un libro;
  2. È stato girato in Georgia;
  3. In una scena del film uno dei protagonisti indossa un vestito lilla;

Siccome la volta scorsa i concorrenti sono stati troppo bravi, ora sono diventata più cattiva xD ma ricordate che c'è la possibilità di porre domande alle quali sarò poi io a decidere se è possibile rispondere.
Attendo con ansia le vostre risposte... :)

Buona fortuna a tutti,
Jennifer

giovedì 7 gennaio 2016

Recensione: The Imitation Game, Morten Tyldum


Si ricomincia!
Anno nuovo, nuova lunga, lunghissima serie di recensioni tutte da sfornare.
Come ogni gennaio che si rispetti, in attesa delle nomination degli Academy Awards - ma già in ansia per quelle uscite dei Golden Globe -, inizia il mio periodo di preparazione: infinita serie di film, studio intenso per capire chi potrebbe vincere e in cosa, corse al cinema e settimane di meditazione.
Sì, questo è il mio periodo... il momento dell'anno che preferisco, anche se così pieno da non lasciarmi quasi il tempo di respirare - meno male che il mio corpo lo fa senza pensarci! xD
Be', esattamente un anno fa, proprio per i motivi sopra citati, mi sono goduta la visione di una splendida pellicola, The Imitation Game, che in questi ultimi giorni ho avuto modo di rivedere grazie al mio carissimo e indispensabile Sky.



THE IMITATION GAME

Regia: Morten Tyldum
Sceneggiatura: Graham Moore
Produttore: Nora Grossman, Ido Ostrowsky, Teddy Schwarzman
Produttore esecutivo: Graham Moore
Casa di produzione: Black Bear Pictures, Bristol Automotive
Paese: Stati Uniti d'America, Regno Unito
Anno: 2014
Genere: Biografico, drammatico, thriller, storico
Durata: 113 min


TRAMA:
“The Imitation Game” racconta la vita del matematico inglese Alan Turing, genio indiscusso del XX secolo, considerato uno dei padri dell’informatica e dei moderni computer, fino alla sua precoce e tragica scomparsa. Durante i giorni più oscuri della seconda guerra mondiale, Alan Turing presta il suo aiuto nel decifrare il codice segreto nazista Enigma. In una disperata lotta contro il tempo, opera con la sua squadra di collaboratori a Bletchey Park, il centro top secret di criptoanalisi del Regno Unito, e il suo contributo sarà essenziale per accelerare la fine del conflitto e salvare migliaia di vite.




« A volte sono le persone che nessuno immagina possano fare certe cose, quelle che fanno cose che nessuno può immaginare. »
- Alan Turing

Questa frase è l'emblema della straordinaria immensità di un uomo che ha salvato infinite vite, dando un futuro a generazioni che senza di lui ora non esisterebbero.

Senza girarci troppo intorno, sì, ho amato il film come pochi altri nella mia vita e credo sia il migliore tra i candidati all'Oscar dello scorso anno - alla faccia di Birdman, che però si è portato a casa la statuetta come miglior film.
La storia di Alan Turing, che nonostante abbia studiato informatica alle superiori non conoscevo, è un esempio di quanto sia superficiale l'uomo: pronto ad allontanare, emarginare e criticare chi si discosta dall'ordinario e da quelli che sono i convenzionali stereotipi di normalità.
Benedict Cumberbatch, nei panni del protagonista, ha indubbiamente dato prova delle sue incredibili doti, facendo amare quel matematico, nonostante la sua arroganza e le sue scarse capacità sociali. Non a caso si è preso una candidatura come miglior attore agli Oscar, Golden Globe ed Empire Awards del 2015.
A fare la differenza, oltre allo straordinario cast, è la perfezione della sceneggiatura che ha reso la visione del film coinvolgente ed emozionate, permettendo alla pellicola di portarsi a casa l'Oscar per migliore sceneggiatura non originale.

Vediamo insieme ciò che mi ha fatto innamorare del film:

  • Joan Clarke - il personaggio interpretato da Keira Knightley è di grande esempio per le donne: forte, indipendente, determinata e assolutamente non incline alla sottomissione... caratteristiche che purtroppo non si vedono di frequente nei ruoli femminili;
  • i salti nel passato di Alan - conoscere l'infanzia di quell'uomo così "strano" permette di entrare ancora di più in empatia con il personaggio, capendo alcuni finissimi dettagli che rendono la storia straordinaria;
  • la scena del sostegno - mi sono commossa - tutte e tre le volte che ho visto il film - quando i colleghi si sono schierati in difesa di un quasi licenziato Turing. Vedere come stima e rispetto riescano a far andare oltre tutto... non so, gli occhi lucidi sono stati inevitabili;
  • sentire così vicino un evento storico non vissuto - non è bello, ma è importante. È importante rendersi conto di quanto fosse brutto essere in guerra, vedere così tante persone morire, avere il timore ogni giorno di perdere i propri cari; questa pellicola è in grado di far sentire lo spettatore parte di tutto ciò, facendolo tifare per gli eroi e soffrire quando uno di loro si ritrova a non poter fare niente per salvare un membro della sua famiglia.


Sono tante le parti del film che ho amato, ma queste erano sicuramente le più importanti, quelle che si sono impresse nella mia mente e nel mio cuore.
Se non avete mai visto The Imitation Game, ve lo consiglio veramente, è un perla rara dell'industria cinematografica che racconta la storia di un fantastico personaggio che ha lasciato il segno nella storia.


DA OSCAR

martedì 5 gennaio 2016

The Secret Circle - Let it snow




The Secret Circle - Il Circolo Segreto - è una rubrica/iniziativa da me creata a cadenza casuale. L'iscrizione vi permetterà di entrare a far parte di un club segreto, ricco di amanti del cinema e della lettura. Un particolare modo per crescere culturalmente, rendendo più vasta la gamma di generi al quale interessarsi. Per maggiori informazioni e chiarimenti, trovate tutto nella sezione dedicata in alto nel menù.


Benvenuti al primo appuntamento del 2016 del nostro circolo segreto.
Come state? Com'è andato il vostro inizio del nuovo anno?
Io sono tornata domenica dalle vacanze: mi sono regalata un capodanno a Londra, ma la prossima volta mi regalo una spiaggia... ho delle occhiaie che farebbero paura al più terrificante degli spaventapasseri.
Mi sto perdendo in chiacchiere inutili, perché sono qui? Per regalarvi, finalmente, il commento del secondo libro letto dal circolo: Let it snow - John Green, Maureen Johnson, Lauren Myracle.
Allora, siete pronti? :)



LET IT SNOW

John Green, Maureen Johnson, Lauren Miracle



TRAMA:

È la Vigilia di Natale a Gracetown. Scende la neve, i regali sono già sotto l'albero e le luci brillano per le strade. Sembra tutto pronto per la festa, ma una tormenta arriva a sparigliare le carte. Così si può rimanere bloccati su un treno in mezzo al nulla e vagare per la città fino a incontrare un intrigante sconosciuto. Oppure prendere la macchina per raggiungere una festa che promette di essere memorabile, per scoprire che l'amore è più vicino di quanto pensassimo. O ancora ritrovare qualcuno che si credeva perduto, ma solo dopo una giornata piena di imprevisti e di ...maiali.








«Questo libro è composto da tre racconti, ma in qualche modo sono collegati nella storia, il personaggio secondario di uno diventa il protagonista dell'altro e le trame si intrecciano in qualche modo. Questa struttura del testo mi è piaciuta tantissimo! E' bello trovare varie opinioni e cercare di capire gli intrecci. La storia poi non è la solita fiaba stucchevole che si legge a Natale, anche se riesce in pieno a farti entrare nell'atmosfera natalizia, e non manca qualche risata.» - C.R.

Che ve ne pare? Io sono sempre più contenta di questa iniziativa, delle persone che mi sta permettendo di conoscere e di aver modo di leggere i loro splendidi pensieri post-lettura o visione.

Non mi resta che salutarvi e augurarmi di vederci presto per il prossimo appuntamento.
Un grande abbraccio,
i fantastici membri del club The Secret Circle

P.S. siete sempre in tempo ad unirvi al gruppo ;) vi aspettiamo! ❤
venerdì 1 gennaio 2016

New Year Resolutions - 2016


HAPPY NEW YEAR 2016 ❤



Come promesso eccomi qui per i buoni propositi del 2016:

  • Enjoy life more and be happy - quest'anno devo assolutamente godermi di più la vita ed essere felice, partendo dall'apprezzare anche le piccole cose;
  • Do a little step toward your dream - i sogni non si realizzano stando seduti sul divano di casa, a meno che non siano guardare la tv tutto il giorno... xD perciò è importante fare il primo passo per cercare di realizzarli;
  • Go to New York - ci sarà sempre, finché i miei piedi non avranno calpestato il suolo americano della mia città dei sogni;


  • Stop caring of what other people think - non è mai troppo tardi per imparare a fregarsene del pensiero altrui e vivere la propria vita, facendo ciò che ci fa stare bene;
  • Eat healthier - devo dire che in questo non sono poi così male, commetto degli sgarri soprattutto in alcuni periodi, ma sono in continuo miglioramento... ad ogni modo, è un must dei propositi;
  • Learn to love yourself - alcuni sono bravissimi e altri, come la sottoscritta, sono bravi a fare il contrario. Quest'anno me lo devo, o perlomeno devo almeno cominciare;
  • Positive approach to life - sempre... non serve a niente abbattersi e vedere tutto nero;
  • Check something off your bucket list - questo implica avere una lista di cose da fare prima di morire, quindi a breve dovrò creare anche questa lista e nel corso del 2016 farne almeno una;
  • Chase my body goal - l'anno scorso mi sono imposta una dieta e dell'attività sportiva, quest'anno invece voglio puntare più in alto e intraprendere una strada lunga e tortuosa...


  • Change life - trovo questo proposito davvero importante, soprattuto quando non si è soddisfatti della propria vita e si sente il bisogno di cambiare... tutto o qualcosa, non ha importanza, basta seguire il proprio cuore;
  • Be nice and help others - ci tengo tanto ad esserci per gli altri, amici e parenti, ma voglio anche essere gentile e fare del bene a chi ne ha tanto bisogno e non ha le mie stesse fortune;
  • Fall in love - l'anno scorso ho messo "trovare l'amore", quest'anno invece vorrei innamorarmi... provare quella stupenda sensazione di coraggio nel voler affidare il proprio cuore a qualcun altro;
  • Meet Matt Bomer - lo amo, un anno e mezzo fa è stato in Italia e non ho avuto modo di incontrarlo, se dovesse accadere vorrei solo abbracciarlo e dirgli che oltre ad essere l'uomo più bello del mondo è davvero una splendida persona;
  • Find balance - nei sogni, nell'anima, nei miei pensieri, nella mia vita... ho bisogno di trovare il mio equilibrio perché ora mi sento totalmente instabile;
  • Work on a better me - penso che per volersi bene davvero non si debba mai smettere di voler lavorare su se stessi e migliore;
  • Have faith - anche se alcune volte gli eventi della vita la fanno vacillare, la fede è tra le cose più importanti nella mia vita e non posso permettermi di perderla, né ho intenzione di farlo.


E anche per quest'anno è tutto - mi ero detta di buttar giù pochi propositi e alla fine sono arrivata a 14... :)
Cosa ne pensate? Quali sono i vostri buoni propositi per il 2016?

Ancora buon anno a tutti. ❤
Con amore,
Jennifer