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lunedì 29 febbraio 2016

#MotivationalMonday w/ Selena's concept of beauty




#MotivanionalMonday rubrica di BTS of my Soul a cadenza settimanale dove, ogni lunedì, verrano postate frasi motivazionali e di ispirazione, accompagnate da un consiglio letterario o cinematografico il più possibile inerente al contesto.


What makes you different is what makes you beautiful.
- Selena Gomez



È con le parole di Selena Gomez che voglio farvi iniziare questa giornata; con una frase che personalmente adoro e cerco sempre di ricordare, soprattutto quando mi accorgo che c'è chi vuole ferirmi, usando proprio ciò che mi rende diversa.

Abbiamo già parlato di quanto sia importante ogni lato di noi, di come ogni nostra caratteristica ci renda unici e speciali, ma oggi vorrei ricordare quanta bellezza risiede dentro e fuori ognuno di voi.
Mi rendo conto che forse leggere una frase del genere e pensare all'aspetto di chi l'ha detta potrebbe farvi pensare "facile per lei, è bellissima!", ma dubito che lei non abbia insicurezze e caratteristiche in grado di farla sentire diversa dagli altri.

Provate a pensare al vostro carattere, alle vostre abitudini, a tutte quelle cose che fate abitualmente e che difficilmente riscontrate in altri; ora provate a pensare cosa sareste senza, cosa rimarrebbe di voi in assenza di quelle piccole, ma indispensabili, parti del vostro essere che vi rendono ciò che siete... vorreste davvero vivere così? Privi della vostra essenza, per essere conformi a ciò che è lo standard comune?
NO. No, deve assolutamente essere la risposta.

Vorrei potervi dire di essere brava in tutto ciò, ma la verità è che anche io - brava a predicare, pessima a razzolare xD - ci casco sempre e, con infallibile cadenza, desidero essere diversa da quella che sono, ma uguale agli altri.
Non trovate assurdo questo concetto: voler essere uguale agli altri e diversi da se stessi?
Quando ci innamoriamo, quando stringiamo amicizia, quando troviamo interessanti altre persone, non sono proprio le loro peculiarità a far scattare la curiosità e voler approfondire la conoscenza?
Sarebbe impensabile voler conoscere persone identiche l'un l'altra... impensabile, impossibile e inaccettabile.

Ora vorrei vi concentraste sulle persone a cui tenete di più: pensate a ciò che le differenzia, ciò che le rende uniche, ciò che vi ha colpito di loro... cambiereste quei loro lati? O sono proprio loro il motivo che vi ha spinti a farle entrare nella vostra vita?
Credetemi, vale lo stesso per voi! Non avete idea di quanti essere umani vi trovino interessanti per ogni singola cosa che vi differenzia dal resto del mondo.

Perciò, sempre citando la splendida Selena Gomez: be yourself, everyone else is taken.



MONTE CARLO

Regia: Tom Bezucha
Sceneggiatura: Thomas Bezucha, April Blair, Maria Maggenti
Produttore: Nicole Kidman, Denise Di Novi, Alison Greenspan, Arnon Milchan
Produttore esecutivo: Stan Wlodkowski, Per Saari, Forest Whitaker, Deborah Schindler
Casa di produzione: Fox 2000 Pictures, Regency Enterprises, Di Novi Pictures
Paese: USA, Ungheria
Anno: 2011
Genere: Commedia
Durata: 109 min

TRAMA:
Grace ha diciotto anni ed è a un passo dal diploma scolastico. Dopo aver messo da parte dei soldi lavorando come cameriera in un diner, non vede l'ora di partire per una vacanza estiva a Parigi, finché i genitori non le rivelano di aver acquistato un biglietto anche per Emma, la migliore amica di Grace, e per la sorellastra Meg. Fra Grace e Meg non c'è un buon rapporto, ma ancor meno fra Meg ed Emma, che hanno frequentato il liceo assieme, prima che Emma abbandonasse la scuola per fare la modella. A Parigi, Grace, Emma e Meg si ritrovano schiave di un folle tour organizzato che prevede visite fugaci e soggiorni in infimi alberghi. Dopo essersi fermate troppo a lungo ad ammirare il panorama dalla cima della Tour Eiffel, le tre perdono il pullman della comitiva e rimangono a piedi. Per ripararsi dalla pioggia, si rifugiano in un hotel di lusso, dove Grace viene scambiata da portieri e paparazzi per la famigerata ereditiera inglese Cordelia Winthrop-Scott. Per le tre amiche è l'inizio di un'altra vacanza.




Sì, sono un po' grandina per questo genere di storie e lo ero anche a suo tempo, quando uscì al cinema; ma onestamente non riesco a resistere alle favole, condite con un po' di romanticismo e sogni quanto basta. ;)

Buona settimana, mie splendide anime. 
Con amore,
Jennifer
domenica 28 febbraio 2016

And the Oscar goes to...


Oh. Mio. Dio. Manca pochissimo all'88ª edizione della cerimonia degli Academy Awards e non vi ancora detto la mia!



Tanti film, tanti nomi, tanti artisti, ma soprattutto: tanti, tantissimi dubbi.
Quest'anno ho letteralmente speso l'impensabile pur di vedere il maggior numero di film candidati all'Oscar; volevo essere il più preparata possibile, così da dare dei pronostici di vittoria ragionati - e non dettati solo dal cuore.

Come ho scritto diverse volte nelle recensioni, gli Oscar di questo 2016 possono essere descritti dall'aggettivo difficile.
Vediamone insieme le ragioni:

  • è difficile votare con leggerezza i vincitori, qualsiasi categoria si abbia davanti;
  • è stato difficile affrontare temi come gli abusi della Chiesa, la lotta alla propria vita, la vendetta, la rivalsa, la voglia di essere davvero se stessi, il voler smascherare un sistema corrotto ecc...
  • è stato davvero difficile digerire la delusione causata dalla visione di alcuni dei film in gara;
  • è difficile non tifare per Leonardo, al di là dei trascorsi inerenti gli Oscar;
  • è difficile, e frustrante, sopportare alcuni dei pareri di persone che sanno di cinema quanto io ne so di calcio.
Ora, non sono un'esperta di cinema, ma come molti sanno è la mia più grande passione e senza questo mondo non sarei Jennifer. Il cinema è il mio pane quotidiano, la mia fonte d'acqua, l'ossigeno che da aria ai miei polmoni e questo mi permette di imparare ogni giorno qualcosa in più; che sia sul ruolo di un regista, sull'interpretazione più o meno degna di un attore, sul lavoro dello sceneggiatore, addetto alla fotografia, sonoro, montaggio... credetemi, non si smette mai di imparare ed è straordinario rendersi conto di quante persone stanno dietro la cinepresa.
Perciò, quello che troverete oggi è il parere di un'appassionata di cinema, che fa dei film la sua religione e ogni giorno cerca di approfondirne sempre più ogni aspetto.

Andiamo quindi ai pronostici di questa 88ª edizione degli Academy Awards - la lista dei candidati e vincitori la trovate qui 88th Academy Awards:

Miglior film
La grande scommessa, Adam McKay

Quando ho visto questo film non avrei mai, sottolineo mai, immaginato sarebbe stato la mia scelta come miglior film per questi Oscar. Mi era piaciuto e pure tanto, ma la trama e i trailer di altre pellicole in gara mi hanno fatto credere troppo nelle potenzialità di altri, non facendomi notare alcuni aspetti che, col senno di poi e un'attenta analisi, ho piacevolmente riscontrato in The Big Short.

Miglior regia
Adam McKay, La grande scommessa

Continuando il discorso, è proprio per delle scelte tecniche che ho amato tanto il film di questo regista. Sono veramente entusiasta del suo lavoro e di come mi abbia permesso di uscire dal cinema fiera di amare il mondo dello spettacolo.

Miglior attore protagonista
Leonardo DiCaprio, Revenant

Ho visto tutti i film degli attori in gara per questo premio ambitissimo - tranne La vera storia di Dalton Trumbo - e mi sento di affermare che, per quanto Michael Fassbender sia stato uno straordinario Steve Jobs e Matt Damon mi abbia fatta innamorare di Mark Watney, nessuno merita il premio più di Leonardo... non quest'anno. Ovviamente è solo la mia opinione, ma ne sono fermamente convinta e voglio precisare che non sono una sua fan, lo apprezzo moltissimo come attore e uomo, però fino ad ora sono sempre stata d'accordo con l'Academy nel dare il premio ad altri candidati.

Miglior attrice protagonista
Brie Larson, Room

È da quando ho visto il trailer di questa pellicola che non riesco a togliermi dagli occhi il dolore e la forza, visti nelle espressioni dell'attrice. Non vedo l'ora esca al cinema per correre a vederlo e avere la prova del nove su questa sensazione che ho dentro: credo proprio sia una delle più straordinarie interpretazioni e per questo la scelgo come possibile vincitrice.

Miglior attore non protagonista
Mark Rylance, Il ponte delle spie

So che il favorito è Stallone, non me ne vogliano i fan di Rocky, ho visto Creed - così come Spotlight, The Big Short, Revenant e Bridge of Spies - e mi duole dire che non lo trovo affatto al di sopra di nessuno degli altri concorrenti in gara. Ho scelto Mark perché l'ho trovato eccellente in ogni mossa ed espressione. Mi ha trasmesso un'infinità di emozioni, più del protagonista Tom Hanks.

Miglior attrice non protagonista
Kate Winslet, Steve Jobs

Guardando Steve Jobs e l'interpretazione di Kate mi sono sentita dentro una sensazione stranissima, ho avuto come un flash che mi ha catapultata in un'altra dimensione - e no, non faccio uso di droghe.
Una delle attrici che più amo al mondo, e che ammiro anche a livello personale, è Meryl Streep; bene, Kate credo sia sulla stessa lunghezza d'onda: sono più che sicura che è e sarà tra le migliori mai esistite e le auguro non sia solo una mia percezione, perché in questo film ho visto qualcosa di epico in lei.

Miglior sceneggiatura originale
Tom McCarthy e Josh Singer, Il caso Spotlight

Miglior sceneggiatura non originale
Charles Randolph e Adam McKay, La grande scommessa

Miglior film straniero
Il figlio di Saul, Làzlò Nemes

Miglior film d'animazione
Inside Out, Pete Docter e Ronnie del Carmen

Miglior fotografia
Emmanuel Lubezki, Revenant

Miglior scenografia
Colin Gibson, Mad Max: Fury Road

Miglior montaggio
Hank Corwin, La grande scommessa

Miglior colonna sonora
Ennio Morricone, The Hateful Eight

I miei più sentiti, e commossi, complimenti ad uno straordinario musicista che in questi giorni ha anche ottenuto la stella di riconoscimento nella Walk of Fame.

Miglior canzone
Til it happens to you, The Hunting Ground (Diane Warren e Lady Gaga)

Migliori effetti speciali
Chris Corbould, Roger Guyett, Paul Kavanagh e Neal Scanlan, Star Wars: Il risveglio della forza

Miglior sonoro
Jon Taylor, Frank A. Montano, Randy Thom e Chris Duesterdiek, Revenant

Miglior montaggio sonoro
Martin Hernandez e Lon Bender, Revenant

Migliori costumi
Jenny Beavan, Mad Max: Fury Road

Miglior trucco e acconciatura
Lesley Vanderwalt, Elke Wardega e Damian Martin, Mad Max: Fury Road

Miglior documentario
Amy, Asif Kapdia

Miglior cortometraggio documentario
A Girl In The River: The Price Of Forgiveness, Sharpen Obaid-Chinoy

Miglior cortometraggio
Stutterer, Benjamin Cleary e Serena Armitage

Miglior cortometraggio d'animazione
World of tomorrow, Don Herzfeldt


E con questo è tutto. :)
Quali sono i vostri pronostici? Pensate di attendere le 2.30 am per vedere in diretta la più importate premiazione cinematografica al mondo?

Non mi resta che augurare a tutti i candidati in bocca al lupo, che vinca il migliore!
E a tutti voi auguro degli splendidi Oscar 2016!


venerdì 26 febbraio 2016

FBI #3 - Awards Ceremony




Federal Blogger Investigators è una rubrica da me creata a cadenza mensile, inerente a una delle diramazioni più importanti dell'F.B.I.: i Blogger Investigators. ;) Ogni primo venerdì del mese verrà inserito un post con degli indizi che portano a un libro/film o serie tv specifico/a... chi vorrà partecipare dovrà cercare di indovinare. L'ultimo venerdì del mese verrà annunciato il vincitore che si approprierà della targhetta/certificato che attesta in modo ufficiale il blogger come vero Agente.


Eccoci arrivati al venerdì più importante del mese: il giorno della premiazione!
Anche questa volta posso ritenermi soddisfatta del riscontro ottenuto, ho notato molti bravissimi agenti e trovato un altro Agente Senior che, grazie alla sua esperienza, ha indovinato il film in questione, dopo aver letto i seguenti indizi:

  1. Il film racconta una storia d'amore;
  2. È ambientato nei primi cinquant'anni del 1900;
  3. In una scena del film uno dei protagonisti gioca a carte;

Congratulazioni quindi al nostro Agente Speciale Denise (daydream) - Reading is Believing, che ha battuto tutti sul tempo indovinando il film: Titanic.

Codice Targhetta:
<a href="http://btsofmysoul.blogspot.it/search/label/FBI%20Federal%20Blogger%20Invastigators"><img src="http://i.imgur.com/as9OJRc.png" height="130%"  style="border: none; box-shadow: none;" width="130%" /></a>

Complimenti davvero e benvenuta nella squadra dei Blogger Investigator - famoso distretto dell'FBI. ;)

Ringrazio tutti i partecipanti all'iniziativa.

A questo punto non mi resta che darvi appuntamento al prossimo mese, nuovo/a libro/film o serie tv da scoprire, nuovi indizi e un vincitore.
Vi ricordo inoltre che alla fine dell'anno - quindi a Dicembre 2016 - il blogger che avrà vinto almeno cinque volte l'attestato vincerà il premio di "Miglior Agente" e riceverà un buono regalo di 10,00 € su Amazon o Kobo - lista Agenti aggiornata.

lunedì 22 febbraio 2016

#MotivationalMonday w/ American Horror Story




#MotivanionalMonday rubrica di BTS of my Soul a cadenza settimanale dove, ogni lunedì, verrano postate frasi motivazionali e di ispirazione, accompagnate da un consiglio letterario o cinematografico il più possibile inerente al contesto.


All we ever wanted was a place we could feel safe, and just be the way we are.
- Jimmy Darling, American Horror Story: Freak Show




La frase motivazionale di questo lunedì trova una fonte un po' insolita; abituati a film, o libri, dal significato profondo, ora ci ritroviamo catapultati nel genere horror.
Be', questo dimostra il fatto che nulla dovrebbe essere scartato a prescindere ed è proprio il bello dell'arte... anche opere non convenzionali sono in grado di nascondere ricchezze.

American Horror Story non è un telefilm semplice e per tutti, infatti difficilmente ne propongo la visione; questo non perché non meriti d'esser visto, ma perché sono sicura che non tutti abbiano la pazienza di comprenderne sottigliezze e sfumature.
La frase sopra riportata è tratta dalla quarta stagione di American Horror Story, Freak Show, ed è uno degli attori della serie che preferisco a dirla: Evan Peters, interpretando Jimmy Darling.


Quante volte ci è capitato di non sentirci a proprio agio? Di avere la sensazione di essere fuori luogo? Di vederci diversi dagli altri?
E quante volte tutto ciò che vogliamo è trovare un posto dove possiamo sentirci bene, essendo solo noi stessi?
Bene, credo che per ognuno di noi esista quel safe place: quel luogo nel mondo dove non importa quali siano i nostri pregi e difetti; non importa quali siano le nostre debolezze o i nostri punti di forza; non importa se siamo alti o bassi, in carne o magri, laureati o non... ci sentiremo comunque parte del mondo. Egualmente parte di un gruppo di persone diverse l'una dall'altra.

Chi dice che essere diversi sia un difetto? Un valido motivo per non essere all'altezza?Non essere abbastanza per gli altri? Niente e nessuno può o deve farlo. Ogni peculiarità che ci contraddistingue è solo parte del pacchetto in grado di renderci unici e speciali... e saranno proprio quei lati di noi ad attirare persone al nostro fianco - persone in grado di amarci e apprezzarci davvero.

Non smettete mai di cercare il vostro safe place e siate sempre e solo voi stessi. ❤





AMERICAN HORROR STORY: FREAK SHOW

Ideatore: Ryan Murphy, Brad Falchuk
Produttore: Alexis Martin Woodall, Patrick McKee
Produttore esecutivo: Dante Di Loreto, Brad Falchuk, Ryan Murphy, Tim Minear
Casa di produzione: 20th Century Fox Television, Ryan Murphy Productions
Rete televisa USA: FX
Rete televisiva Italia: Fox
Genere: horror, thriller, drammatico



TRAMA:
È il 1952 e nel tranquillo paesino di Jupiter, in Florida, è arrivato un gruppo di persone alquanto curioso, in coincidenza con l’insolita nascita di un’oscura entità che minaccia selvaggiamente le vite dei paesani e, allo stesso tempo, dei fenomeni da baraccone. Il gruppo è guidato da Elsa Mars, la quale sogna di trovare una casa per i suoi “mostri” e la fama per se stessa. Ma sono passati decenni da quando il pubblico guardava ai freak show come a una forma d’intrattenimento e in un’epoca in cui la televisione sta cominciando a prendere il sopravvento, a questi individui sembra non restare altro che difendersi da chi ora li perseguita per le loro stranezze.



Attendo come sempre le vostre impressioni sul #MotivationalMonday di questa settimana! :)
Vi è piaciuto entrare un po' dentro il controverso mondo di AHS? Anche voi, come me, avete un debole per Evan Peters?
Che mi dite invece del safe place? Ne avete uno o lo state ancora cercando?

Buona settimana a tutti,
Jennifer
mercoledì 17 febbraio 2016

Recensione: Single ma non troppo, Christian Ditter


Se il vostro scopo è passare una divertente serata con le vostre amiche, in compagnia di un film a dir poco esilarante, allora Single ma non troppo fa al caso vostro!
Sto ancora cercando di non ridere, ripensando ad alcune scene... xD



SINGLE MA NON TROPPO

Regia: Christian Ditter
Sceneggiatura: Dana Fox Abby Kohn Marc Silverstein
Produttore: Drew Barrymore Dana Fox Nancy Juvonen John Rickard
Casa di produzione: New Line Cinema Metro-Goldwyn-Mayer Flower Films Wrigley Pictures
Titolo Originale: How to be Single
Paese: USA
Anno: 2016
Genere: Commedia, sentimentale
Durata: 109 min

TRAMA:
Esiste un modo giusto di essere single ed uno sbagliato, poi c'è Alice. E Robin. Lucy. Meg. Tom. David. New York City è piena di cuori solitari che cercano l'anima gemella, che sia la storia d'amore della vita, l’avventura di una sera o una relazione a metà strada tra le due. E tra flirt via sms e storie senza domani, queste persone hanno tutte bisogno di imparare ad essere single, in un mondo in cui la definizione di amore è in continua evoluzione. Di una cosa possiamo essere certi: andare a letto di qua e di là nella città che non dorme mai non è mai stato così divertente.




Non stiamo parlando di Academy; di film strappalacrime, tratti da storie vere; di pellicole riflessive, pronte a cambiare il mondo; parliamo di un po' di sana, ma non troppo, ilarità, in grado di farti ridere fino alle lacrime - e giuro che mi è successo davvero.
La trama in sé non ha nulla di pretenzioso... ma c'è da dire che il finale mi ha spiazzata, me lo ero immaginato diversamente e sono stata veramente felice di essermi sbagliata e non averlo trovato così scontato.



Ciò che rende questo film davvero bello, degno di essere visto, sono le attrici che ho amato follemente:

  • Rebels Wilson - lei è straordinaria, dotata di una naturale comicità; una ragazza che ruba la scena ai personaggi principali e riesce a dare un tocco di magica allegria, oggigiorno difficile da trovare. È impossibile non amarla e ammirarla;
  • Dakota Johnson - il mio amore per lei non è nato con un colpo di fulmine, come spesso capita, ma è cresciuto lentamente soprattutto grazie alle interviste. Non credevo fosse adatta al ruolo di Anastasia Steele in Cinquanta Sfumature, ma alla fine mi ha più che convinta e sono felice sia stata scelta. In questo film lei mi è piaciuta tantissimo, ho visto il suo lato ironico, che avevo avuto occasione di notare durante le sue apparizioni negli show americani, e sono sicura che abbia ancora tanto da dare;
  • Alison Brie - una nuova scoperta per me, sicuramente piacevole. In una scena ho trovato difficile soffocare le risate;
  • Leslie Mann - mi sono innamorata di lei in Tutte contro lui, anche qui, come le altre, ha regalato un personaggio straordinariamente divertente e bizzarro.


Insomma, consiglio questo film a chiunque abbia voglia di ridere un po' e passare una serata tra amiche nella totale leggerezza. :)

BELLO

lunedì 15 febbraio 2016

#MotivationalMonday w/ Mark Twain




#MotivanionalMonday rubrica di BTS of my Soul a cadenza settimanale dove, ogni lunedì, verrano postate frasi motivazionali e di ispirazione, accompagnate da un consiglio letterario o cinematografico il più possibile inerente al contesto.


Keep away from people who try to belittle your ambitions. Small people always do that, but the really great make you feel that you, too, can be great.
- Mark Twain


"State lontani dalle persone che cercano di sminuire le vostre ambizioni. Le piccole persone lo fanno sempre, ma le persone davvero grandi vi fanno sentire che, anche voi, potete diventare grandi." Queste le straordinarie parole di uno scrittore, umorista, aforista e docente statunitense.

È incredibile come il nostro appuntamento del lunedì riesca a farmi scoprire espressioni di tale spessore; ogni settimana un motivo in più per non dimenticarsi di quanto siamo importanti, di quanto lo è lottare e chi/cosa ci fa bene o viceversa.
Sono sicura che a tutti sia capitato, almeno una volta nella vita, di trovare persone incapaci a sostenervi, pronte a distruggere ogni vostro sogno e in grado di frantumare anche la più luminosa delle speranze. Purtroppo c'è chi ha a che fare con tutto ciò ogni singolo giorno, ecco perché spero che il mio messaggio arrivi forte e chiaro: imparate ad amarvi abbastanza da volere al vostro fianco solo persone in grado di farvi stare bene.

A nessuno serve gente negativa, invidiosa e capace solo di annientare il prossimo, per esaltare se stessa. A nessuno serve vivere contornato da questo mero egoismo, adatto solo a condurre le anime insicure verso una spirale di tristezza, dalla quale risulta poi difficile uscire.

Avere dei grandi progetti, ambizioni di rilievo, non significa che sognate ad occhi aperti o che pretendiate troppo dalla vita. Nessuno ha il diritto di distruggere i vostri desideri; nessuno ha il diritto di impedirvi di provarci e riuscirci; nessuno ha il diritto di ostacolare il vostro percorso perché, anche se non arriverete dove magari avreste voluto agli inizi, lungo quel cammino troverete tantissime altre strade che fanno per voi e che molto probabilmente vi faranno stare meglio di quanto abbiate mai sperato... ma dovete ascoltare il vostro cuore.



LE AVVETNURE DI HUCKLEBERRY FINN

Mark Twain

Genere: Romanzo
Prima edizione originale: 1884
Lingua originale: Inglese


TRAMA:
Le vicende del giovanissimo Huck, che discende il Mississippi su una zattera insieme allo schiavo fuggiasco Jim, rispecchiano le ansie di una giovanissima nazione: i problemi razziali, l'incombere di un'assurda guerra civile, le laceranti divisioni di classe. Con questo romanzo Twain ha lasciato un contributo fomdamentale nella storia della letteratura statunitense e non solo, facendo del racconto picaresco uno strumento di analisi sociale e del 'Bildungsroman' un'epopea universale che riecheggia i temi antichissimi del viaggio e dell'iniziazione alla vita. Ma soprattutto consegnando nelle mani della "generazione perduta" e degli scrittori novecenteschi un eccezionale strumento espressivo: la lingua americana con tutti i suoi slang.





Vi auguro una buona settimana e attendo con ansia le vostre impressioni sulla frase di questa settimana e il rispettivo libro. :)

Ricordatevi sempre che ognuno di noi è speciale e ha dentro di sé qualcosa che lo rende grande abbastanza da potercela fare.

Un abbraccio immenso,
Jennifer 
domenica 14 febbraio 2016

San Valentine's Day Movies Journey


Dopo un risveglio traumatico, causa postumi della lunga serata total girls del giorno prima, apro la finestra e trovo un cielo grigio e piovoso... be', buongiorno mondo e buon San Valentino!
Scherzi a parte, questo giorno lo avrei comunque passato tra le coperte e una scorpacciata di film romantici, indipendentemente dal meteo - tutto grazie a Cupido, che da anni si è dimenticato della mia esistenza!


Insomma, dopo essermi trascinata in cucina per la colazione, mi sono accorta che Sky ha regalato un canale dedicato a San Valentino e lì è nata l'idea: proporvi una meravigliosa lista dei miei film romantici preferiti. ❤
Solo pensandoci, ho gli occhi a cuoricino...

La memoria del cuore - The Vow
«Ci sono attimi che cambiano la tua vita per sempre.»

Romeo and Juliet
«Dammi il mio Romeo, e quando morirà taglialo in piccole stelle. Il volto del cielo sarà così bello che il mondo si innamorerà della notte.»


Amici di letto - Friends with Benefits
«Rivoglio solo la mia migliore amica, perché sono innamorato di lei.»

Pearl Harbor
«Un momento cambia la storia, l'amore cambia la vita!»

Moulin Rouge
«La cosa più grande che tu possa imparare è amare, e lasciarti amare!»

Ghost
«È meraviglioso Molly, l'amore che hai dentro, portalo con te...»

Dirty Dancing
«Io, io ho paura di tutto... Di quello che sono, di quello che faccio, di quello che dico e, soprattutto ho paura che se me ne vado da questa stanza non proverò mai più quello che sto provando adesso... adesso che sono qui con te...»

Titanic
«Il cuore di una donna è un profondo oceano di segreti... Ma ora sapete che c'era un uomo di nome Jack Dawson, e che lui mi ha salvata, in tutti i modi in cui una persona può essere salvata... Non ho nemmeno una sua foto... Non ho niente di lui... Vive solo nei miei ricordi.»

P.S. I love you
«Non avere paura di innamorarti ancora, cerca quel segnale per sentire che lui ti cambierà la vita.»

Notting Hill
«Non dimenticare che sono anche una semplice ragazza, che sta di fronte a un ragazzo e gli sta chiedendo di amarla.»

Pretty Woman
«Stai con me. Stai con me stasera, non perché ti pago ma perché lo vuoi tu!»

L'A.S.S.O. nella manica - The Duff
«Non conta solo essere famosi a scuola, o trovare un ragazzo. Indipendentemente dalle etichette che ti affibiano, solo tu puoi definire te stesso.»

I passi dell'amore - A walk to remember
«Jamie mi ha salvato la vita, mi ha insegnato tutto. La vita, la speranza e il lungo viaggio che ci attende... Mi mancherà sempre ma il nostro amore è come il vento... non lo vedo ma lo percepisco.»

E nel podio del mio cuore ci sono:

Letters to Juliet
«Cara Claire, ci sono parole "e" e "se" che da sole non hanno nulla di minaccioso, ma se le metti insieme una vicina all'altra hanno il potere di tormentarti per tutta la vita: "e se... e se... e se...". Non so come sia finita la tua storia, ma se quello che hai provato a quel tempo era vero amore, beh non è mai troppo tardi.
Se era vero allora perché non dovrebbe essere vero adesso. Ti serve solo il coraggio di seguire il tuo cuore. Non so cosa si prova con un amore come quello di Giulietta, un amore per cui lasciare le persone care, per cui attraversare gli oceani, ma mi piacerebbe credere che, se mai io dovessi provarlo, avrei il coraggio di tenerlo stretto. Claire se non lo hai fatto prima, spero che tu un giorno lo faccia!»


#ScrivimiAncora - Love, Rosie
«A volte non ti rendi conto che la cosa migliore che ti sia mai capitata ce l'hai proprio lì, davanti agli occhi. Ma va bene così, davvero sai. Perché ho realizzato che non importa dove tu sia o che cosa tu stia facendo o con chi tu sia, perché per sempre, sinceramente, profondamente, completamente, io ti amerò.»

Le pagine della nostra vita -The notebook
«Sei l'esaudimento di ogni mia preghiera. Sei un sogno, una musica, e non so come mi sia stato possibile vivere tanto a lungo senza di te. Ti amo, Allie, piu' di quanto tu immagini. Ti ho sempre amato. Ti amerò per sempre.»


Infine vi voglio consigliare un film che non vedo l'ora di vedere e che, ne sono certa, entrerà a far parte di questa lista... chissà, forse spodestando uno dei primi tre. :)




Ora tocca a voi, quali sono i vostri film romantici preferiti? Avete anche voi degli intoccabili nel podio?

Buon San Valentino a tutti,
non importa che siate fidanzati, sposati o single... l'importante è ricordarvi delle persone che ogni giorno vi stanno accanto, amandovi per ciò che siete.
Con tanto amore,
Jennifer

venerdì 12 febbraio 2016

FBI #3




Federal Blogger Investigators rubrica di BTS of my Soul a cadenza mensile, inerente a una delle diramazioni più importanti dell'F.B.I.: i Blogger Investigators. ;) Ogni secondo venerdì del mese verrà inserito un post con degli indizi che portano a un libro/film o serie tv specifico/a... chi vorrà partecipare dovrà cercare di indovinare. L'ultimo venerdì del mese verrà annunciato il vincitore che si approprierà della targhetta/certificato che attesta in modo ufficiale il blogger come vero Agente.


Regolamento:


  • la partecipazione è aperta a tutti i blogger lettori fissi di questo blog;
  • se possibile, pubblicizzare l'iniziativa sui social network - esempio: Google+, Pagina Facebook, Twitter.. etc.;
  • è consentito porre domande - la commissione deciderà se sarà o meno opportuno rispondere;
  • è consentito dare un massimo di tre risposte - da inviare tramite email all'indirizzo jennifermarando88@gmail.com;
  • come impostare la mail per facilitarne la lettura nella mia posta in arrivo, nell'oggetto inserite il titolo del post - "FBI - #numero corrente", il link al vostro blog e le risposte;
  • è possibile partecipare fino al giovedì prima dell'ultimo venerdì del mese - ovvero quando verrà annunciato il vincitore;
  • alla fine dell'anno - quindi a partire da Dicembre 2016 - il blogger che avrà vinto almeno cinque volte l'attestato vincerà il premio di "Miglior Agente" e riceverà un buono regalo di 10,00 € su Amazon o Kobo - il vincitore mi indicherà la preferenza privatamente.

Siete pronti? Vi siete allenati duramente come se foste a Quantico? Mi raccomando, vengono reclutati solo i migliori agenti. :)



Ecco gli indizi del film che dovrete indovinare:


  1. Il film racconta una storia d'amore;
  2. È ambientato nei primi cinquant'anni del 1900;
  3. In una scena del film uno dei protagonisti gioca a carte;

Attendo con ansia le vostre risposte... :)

Buona fortuna a tutti,
Jennifer

mercoledì 10 febbraio 2016

Recensione: Il sapore del successo, John Wells


Alcune volte è necessario.
Alcune volte abbiamo bisogno di staccare la spina, di interrompere la sinapsi del cervello per connetterlo al cuore, liberando così il nostro animo dai brutti pensieri e nutrendolo di sole emozioni.
Questo accade con un buon film, uno di quelli in grado di toglierti ogni scudo perché vuole farsi strada dentro di te... questo è successo con Il sapore del successo.


IL SAPORE DEL SUCCESSO

Regia: John Wells
Sceneggiatura: Steven Knight
Produttore: Michael Shamberg, Stacey Sher, Erwin Stoff
Produttore esecutivo: Kris Thykier
Casa di produzione: 3 Arts Entertainment, Double Feature Films, PeaPie Films
Paese: USA
Anno: 2015
Genere: Commedia
Durata: 107 min

TRAMA:
Adam Jones è un noto chef, con due stelle Michelin, che ha visto fallire il suo ristorante di Parigi, a causa della droga e dell'alcool. Dopo essere scomparso per tre anni, passati in Louisiana a sgusciare un milione di ostriche, decide di rimettersi in gioco aprendo un nuovo ristorante a Londra di proprietà di Tony (un vecchio amico), per questo si avvale della collaborazione del migliore team di chef in circolazione, compresi Max e Michel (altri due vecchi amici) e della bella e brava Helene. Nel corso dei mesi dovrà rimettersi in gioco affrontando il problema dell'alcool e confrontandosi col vecchio amico Reece, il quale era riuscito ad ottenere la terza stella Michelin mentre lui era via.


La storia racconta di Adam Jones, chef americano con due stelle Michelin, cresciuto lavorativamente a Parigi, finito poi a Londra dopo aver quasi distrutto l'intera carriera.
Adam vuole sistemare tutto, vuole riprendere in mano la sua vita, sconfiggere i mostri del suo passato e conquistare la terza stella, diventando così un dei migliori.
Nel mio bagaglio cinematografico non ho molti film ambientati in un contesto culinario, mi sento però di dire che Il sapore del successo riesce a suo modo a distinguersi, trovando il giusto equilibrio tra sentimento e razionalità.

La bravura del regista e degli sceneggiatori è però accompagnata da una bella lista di attori di un certo spessore: troviamo, anche se per poco, una spietata e al tempo stesso dolce Uma Thurman, nei panni di una critica culinaria; Matthew Rhys nemico numero uno del nostro protagonista; un sorprendente Riccardo Scamarcio, che avevo lasciati ormai troppi anni fa in Tre metri sopra il cielo - perdonate il mio digiuno da film Italiani; Omar Sy con un personaggio ricco di sorprese; una meravigliosa Sienna Miller, mamma-chef di una bimba dal palato fine; e come ultimo, il mio insostituibile Bradley Cooper, chef straordinario alla ricerca di una cucina da orgasmo.

Saltando i fotogrammi in cui i luminosi occhi azzurri dell'attore mi hanno distratta, posso dire di aver avuto modo di confermare il mio pensiero sull'eccellenza di questo uomo: Bradley Cooper ha saputo regalare al tormentato Adam una personalità coinvolgente; si entra subito in empatia con il personaggio e il desiderio che lui ce la possa fare non abbandona nemmeno per un istante.
Assolutamente privo di romanticismo, burbero e piuttosto schizzato, porta a chiedersi come sia possibile trovarlo così attraente... ma si ha davanti un personaggio distrutto, tormentato dagli errori del passato e troppo impegnato a riscattare il suo nome per rendersi conto che la soluzione è nel suo cuore.

Il sapore del successo è una storia che da spazio all'amicizia, al rispetto professionale, all'amore, ma soprattutto alla passione: il motore d'accensione di ogni uomo.

E quindi sì, alcune volte è necessario uscire dal cinema con un peso in più sul petto, quella strana sensazione che ci sia nuovo un abitante nel proprio essere, rendendosi conto che, nel su piccolo, quel semplice film ti ha regalato qualcosa.

CARINO/BELLO

lunedì 8 febbraio 2016

#MotivationalMonday w/ Martin Luther King




#MotivanionalMonday rubrica di BTS of my Soul a cadenza settimanale dove, ogni lunedì, verrano postate frasi motivazionali e di ispirazione, accompagnate da un consiglio letterario o cinematografico il più possibile inerente al contesto.


Se avremo aiutato una sola persona a sperare, non saremo vissuti invano.
- Martin Luther King

L'essenza di #MotivationalMonday è proprio questa: dare speranza, ed è incredibile che io abbia trovato la frase di Martin Luther King proprio in questo momento, nel bel mezzo di una riflessione su cosa vorrei rappresentasse davvero BTS of my Soul.

Nella mia vita la speranza, così come la fede e i sogni, hanno sempre avuto un ruolo fondamentale e vorrei aiutare più persone possibile a non smettere di crederci.
Se a suo tempo avessi avuto al mio fianco persone disposte a sostenere i miei progetti, ad alimentare le mie speranze, sono sicura che oggi molte cose nella mia vita sarebbero completamente diverse... per questa ragione sono qui e farò di tutto per essere d'aiuto.

I have a dream... diceva Martin Luther King in uno dei suoi discorsi più celebri; lui sognava un mondo più libero, sognava la pace, sperava che le lotte razziali sarebbero cessate e che al giorno d'oggi ci saremmo visti tutti come fratelli e sorelle. Il suo contributo è stato di grande aiuto, lui ha dato speranza a tantissime persone, ha dato loro un futuro.
Ora tocca a noi: dobbiamo ricordarci che è importante ascoltare chi ci sta accanto, capire di cosa ha bisogno e dimostrargli che se non smette di aver fede, di credere e sperare, presto o tardi anche lui avrà il suo lieto fine.

Tutti, nel nostro piccolo, possiamo rendere questo mondo migliore, aiutando il prossimo e regalando speranza.


SELMA - LA STRADA PER LA LIBERTÀ

Regia: Ava DuVernay
Sceneggiatura: Paul Webb
Produttore: Christian Colson, Dede Gardner, Jeremy Kleiner, Cameron McCracken, Brad Pitt, Oprah Winfrey
Produttore esecutivo: Ava DuVernay, Paul Garnes, Diarmuid McKeown, Nan Morales
Casa di produzione: Cloud Eight Films, Celador Films, Harpo Films, Pathé, Plan B Entertainment
Paese: USA
Anno: 2014
Genere: Drammatico, biografico
Durata: 128 min

TRAMA:
Nel 1964 Martin Luther King, Jr., per merito del suo movimento pacifico per il riconoscimento dei diritti in favore degli afroamericani, vince il premio Nobel per la pace a Oslo.

Martin viene ricevuto dal presidente Lyndon Johnson, a cui chiede di garantire il pieno diritto di voto ai cittadini neri. Tale diritto è essenziale in quanto ai neri è negato negli Stati del sud, poiché essi non hanno alcun rappresentante nei seggi e nei tribunali; per questa ragione subiscono attentati, pestaggi e minacce a sfondo razziale, e gli autori di tali delitti anche se arrestati, vengono spesso facilmente scagionati da tribunali presidiati da soli bianchi. Il presidente spiega a King che la sua richiesta è sì giusta ma attualmente scomoda, e creerebbe dissenso con gli Stati del sud.

King prosegue la sua lotta a Selma, in Alabama, stato governato dal razzista George Wallace. A seguito di una spedizione punitiva voluta dal governatore in risposta a una marcia non violenta, il giovane Jimmie Lee Jackson viene ucciso a sangue freddo da un poliziotto mentre tentava di difendere il nonno. Questo avvenimento sconvolge King, che organizza una marcia di protesta pacifica, a cui però non partecipa per motivi familiari. Durante la marcia i neri che vi partecipano vengono sopraffatti dalla polizia, che li sottopone a pestaggi. Questo gesto, mostrato in diretta nazionale, commuove gran parte dell'America. Nella seconda marcia si uniscono ai neri alcuni bianchi.

A questo punto il presidente convoca Wallace per cercare di calmare le acque. Di fronte alle deboli motivazioni del governatore, il presidente, che non vuole venire giudicato male dalla Storia, decide di accettare la richiesta di King. Martin Luther King, vittorioso, vede il suo sogno realizzarsi e con il seguito di tutta l'Alabama marcia verso il Campidoglio, a Montgomery, dove terrà uno dei suoi discorsi più ricordati, consapevole dei rischi ai quali sta per esporsi.



Vi è piaciuta la citazione di questa settimana? Che mi dite, invece, del film?

Vi auguro, come sempre, di passare una splendida settimana.
Con affetto,
Jennifer
domenica 7 febbraio 2016

Introducing My Brand New Style


È passato tanto tempo dall'ultima volta che ho scritto un post della rubrica Life Journal, è ora di porre rimedio e fare in modo che questi lunghi periodi di assenza vengano limitati il più possibile.

Chi mi segue anche sulla pagina Facebook, avrà notato che mi sto dando molto da fare affinché questo blog venga gestito al meglio e che non dimentichi la sua vera essenza. Proprio per questo ho iniziato a studiare, che parolone, alcuni metodi/espedienti che dovrebbero aiutarmi a pianificare in modo efficiente post e rubriche. Se tutti questi sforzi porteranno ad ottimi risultati, e se siete interessati, potrei fornirvi consigli e materiali da me utilizzati - fatemi sapere! :)

Tutto questo studiare e pensare mi ha permesso di capire che, senza rendermene conto, ho dimenticato rubriche come Life Journal e Good Vibes - molto importanti al fine di rispettare le ragione della creazione di BTS of my Soul. Mi sono lasciata trasportare dal mio appuntamento del lunedì e dalle recensioni, quando invece avrei dovuto ricordare perché cinque mesi fa ho creato questo blog: condividere le mie passioni e idee con i lettori.
Ecco perché ho deciso di apportare delle lievi modifiche al blog:

  • il numero di rubriche si è ridotto, alcune erano inutilizzate e non aveva alcun senso lasciarle;
  • ogni mese ci saranno almeno due updates della rubrica Life Journal, se voglio dare veramente un dietro le quinte della mia anima il minimo è aggiornarvi;
  • ogni terzo giovedì del mese ci sarà un post della rubrica Good Vibes, è tra le mie preferite e non capisco davvero come abbia potuto inserire un solo post da settembre ad oggi;
  • FBI sarà il secondo venerdì del mese, mentre la premiazione resta all'ultimo;
  • il mercoledì sarà il giorno delle Recensioni, che sia di un libro, serie tv o film;
  • è in programma la realizzazione di freebie che metterò a disposizione delle persone che si iscriveranno al blog tramite indirizzo email nella sezione Subscribe - se avete qualche desiderio/idea particolare fatemi sapere nei commenti;
  • tutti questi cambiamenti sono un work in progress, pertanto non preoccupatevi se tra qualche giorno troverete delle novità!


Oh, non vi stavo dicendo il cambiamento più importante di tutti: ho tagliato i capelli!
Ora direte "che sarà mai?" e non posso darvi del tutto torto, ma saranno almeno quindici anni che non faccio un taglio così drastico e la sera prima ho fatto un incubo a riguardo. xD
Il povero Giulio, il mio parrucchiere di fiducia al quale voglio tanto bene, si è subito una Jennifer guardinga pronta a lanciare saette con lo sguardo... ma devo però dire che è stato bravissimo e, anche se la mia faccia rimane la stessa di sempre, credo avessi bisogno di un rinnovo di stile come quello che mi ha regalato:


Spero questo post vi abbia aiutato a capire un pochino il caos che ho in testa in questo periodo, ci tenevo a condividere con voi questa fase di transizione e il mio nuovo haircut.
Ditemi un po', anche voi avete questi momenti dove sentite il bisogno di sistemare/cambiare qualcosa nella vostra vita?

Vi mando un abbraccio fortissimo,
Jennifer 
mercoledì 3 febbraio 2016

Recensione: American Horror Story Hotel


Oh, Ryan... tu, come me, hai preso una sbandata per l'uomo più bello al mondo, ma dobbiamo rassegnarci: è felicemente sposato con tre troppo-belli-per-essere-veri figli.
Scherzi a parte, eccomi a parlarvi dell'inizio di American Horror Story Hotel - quinta stagione della serie tv più strana che ci sia, ambientata in un inquietante e anomalo albergo di New York.

Ve l'ho detto nella recensione di The Normal Heart: Matt Bomer + New York?! Basta dirlo che mi volete come spettatore fisso. :)


AMERICAN HORROR STORY HOTEL

Ideatore: Ryan Murphy, Brad Falchuk
Produttore: Alexis Martin Woodall, Patrick McKee
Produttore esecutivo: Dante Di Loreto, Brad Falchuk, Ryan Murphy, Tim Minear
Casa di produzione: 20th Century Fox Television, Ryan Murphy Productions
Rete televisa USA: FX
Rete televisiva Italia: Fox
Genere: horror, thriller, drammatico



TRAMA:
L'episodio inizia con l'entrata in un albergo chiamato Hotel Cortez, stranamente deserto e legato allo stile dell'art decò statunitense dei primi del novecento, di due turiste svedesi. Di qui vengono presentati i personaggi più importanti della serie come Iris la portiera (Kathy Bates), la quale come vedremo in seguito avrà un ruolo di rilevante importanza all'interno della Stagione. Le turiste Svedesi saranno coinvolte nelle vicende losche dell'Hotel Cortez, in cui verranno a conoscenza di oscure presenze. Dall'altro lato della puntata vedremo la storia del detective John Lowe (Wes Bentley), il cui lavoro lo coinvolgerà in una serie di omicidi che presumibilmente verranno commessi da un misterioso serial killer. Andando avanti, la puntata andrà a delineare nello specifico il profilo dell'investigatore, anche in base all'interazione tra lui e i membri della sua famiglia per mezzo di un flashback. Ritornando all'Hotel, appare il personaggio soprannominato la Contessa (Lady Gaga) e di Donovan (Matt Bomer), i quali amanti, si ritrovano nel mezzo di orge al solo scopo di nutrire il loro famelico "virus" (come verrà chiamato nel film stesso), uccidendo i malcapitati. In seguito a ciò, uno stilista Newyorkese e suo figlio, entreranno nell'hotel come acquirenti della struttura. La Contessa condurrà il figlio dello stilista all'interno dell'edificio rivelandogli un soprannaturale segreto. Vedremo Sally (Sarah Paulson), congelata nell'interminabile tempo del Cortez dal momento in cui Donovan entrò nell'Hotel anni prima.


Non vi mentirò, non mi interessa se questa stagione sarà strepitosa o deludente, la guarderò dal primo all'ultimo episodio con gli occhi a cuoricino per il mio più grande amore: Matt Bomer, nonché mio marito immaginario.

In seguito a questa dovuta premessa, voglio confessarvi che le ultime stagioni di AHS non mi stavano piacendo: grandi aspettative, promettenti contesti - come Covent e Freak Show -, ma ahimè deludenti concretizzazioni delle trame.
Ecco perché quest'anno sono partita molto prevenuta e, per evitare insopportabili delusioni, ho iniziato la visione senza particolari aspettative.
Devo però ammettere che il primo episodio non è stato poi niente male; è riuscito a incuriosirmi, mi ha condotta a dei quesiti e in alcuni momenti è stato anche inquietante - una scena in particolare mi ha fatto uscire gli occhi fuori dalle orbite... e non è stata la visione del mio Bomer. ;)

Le quattro cose che mi hanno colpito del pilot di AHS Hotel:

  • trama ben strutturata, ma che comunque cela molti segreti;
  • equa alternanza dei personaggi, ognuno con una propria storia che però in qualche modo li lega;
  • contesto intrigante e ottima rappresentazione delle ambientazioni;
  • Lady Gaga, perfetta per questo ruolo e tremendamente capace - una piacevole sorpresa;
  • Matt Bomer... Ah, avevo detto quattro, scusate. XD


Be', direi che come base non siamo messi male, spero solo che on venga tutto rovinato, rendendo una buona trama troppo astratta come è capitato negli ultimi anni.
Incocciando le dita, il mio voto è:


BELLO

lunedì 1 febbraio 2016

#MotivationalMonday 9




#MotivanionalMonday è una rubrica da me creata a cadenza settimanale dove posterò una frase motivazionale, accompagnata da un consiglio letterario, cinematografico o serie tv il più possibile inerente al contesto.


È chiaro che noi siamo solo una razza evoluta di primati su un pianeta minore, che orbita intorno ad una stella di medie dimensioni nell’estrema periferia di una fra cento miliardi di galassie… Ma, fin dall’alba della civiltà, l’uomo si è sempre sforzato di arrivare alla comprensione dell’ordine che regola il mondo. Dovrebbe esserci qualcosa di molto speciale nelle condizioni ai confini dell’universo. E cosa può essere più speciale dell’assenza di confini? Non dovrebbero esserci confini agli sforzi umani. Noi siamo tutti diversi, per quanto brutta possa sembrarci la vita, c’è sempre qualcosa che uno può fare e con successo. Perché finché c’è vita… c’è Speranza!
- Stephen Hawking

Delle parole straordinarie che una bellissima pellicola mi ha permesso di scoprire.
La teoria del tutto è stato un film che ho visto l'anno scorso, sempre in preparazione degli Oscar, permettendomi così di conoscere la storia di Stephen Hawking.
Questa frase dovrebbe far capire la genialità che c'è dietro quest'uomo, in lotta dal 1963 con una malattia che colpisce le cellule cerebrali che controllano l'attività della muscolatura volontaria.
Cosa può essere più speciale dell'assenza di confini? Chi dice che non riusciremo in niente nella vita? Chi dice che non avremo successo in ciò che siamo bravi e che amiamo fare?
Finché c'è vita c'è speranza, questo non dobbiamo dimenticarlo mai e fare di questa speranza la scintilla in grado di accendere i fuochi d'artificio che si celano dentro i nostri cuori.



LA TEORIA DEL TUTTO

Titolo Originale: The Theory of Everything
Regia: James Marsh
Sceneggiatura: Anthony McCarten
Produttore: Tim Bevan, Eric Fellner, Lisa Bruce, Anthony McCarten
Casa di produzione: Working Title Films
Paese: Regno Unito
Anno: 2014
Genere: Biografico, drammatico, sentimentale
Durata: 123 min

TRAMA:
1963, il giovane Stephen Hawking è un cosmologo dell'Università di Cambridge che sta cercando di trovare un'equazione unificatrice per spiegare la nascita dell'universo e come esso sarebbe stato all'alba dei tempi. A una festa universitaria conosce la studentessa di lettere Jane Wilde: entrambi sono attratti l'uno dall'altro, e ben presto Stephen invita Jane al ballo di primavera dove i due si scambiano il loro primo bacio sotto le stelle.

La loro storia d'amore viene ostacolata però dalla comparsa della malattia degenerativa di Stephen, l'atrofia muscolare progressiva. Anche gli studi di Hawking vengono compromessi a causa delle difficoltà quotidiane a cui è sottoposto: camminare, scrivere e infine parlare diventano ostacoli per il giovane cosmologo. Un iniziale rifiuto della malattia viene in seguito superato dalla determinazione di Jane di rimanere al fianco di Stephen, amandolo e facendosi carico della sua salute.

Dopo il matrimonio, inizia la loro convivenza. Stephen peggiora di giorno in giorno, e ben presto sarà costretto a spostarsi sulla sedia a rotelle. Jane ha due figli e le fatiche per accudire il marito diventano notevoli. Mentre Stephen presenta la sua nuova teoria sull'origine e sulla fine dell'universo davanti a un congresso di scienziati, Jane, che sente il peso della vita familiare, trova conforto negli incontri settimanali con il coro della chiesa.

Qui conosce Jonathan, un giovane vedovo insegnante di musica, che piano piano si inserisce nella famiglia Hawking. Inevitabilmente le condizioni di Stephen peggiorano e, durante una rappresentazione teatrale alla quale partecipa sotto invito, ha un malore. Jane decide di staccarsi da Jonathan, verso il quale prova dei sentimenti, oltretutto ricambiati, per assistere suo marito. Quest'ultimo viene salvato grazie a una tracheotomia che gli causerà però la perdita della voce. Distrutto dalla mancanza dell'unica facoltà motoria che gli rimaneva, Hawking sprofonda nel più completo abbandono. Sarà l'aiuto di Elaine, un'infermiera che riuscirà a farlo comunicare mediante una tavola con colori e lettere, a renderlo di nuovo capace di esprimersi.

Nel frattempo Stephen decide di pubblicare un libro sul tempo, comprendendo anche che i suoi sentimenti per Jane sono svaniti. Decide di lasciarle seguire la propria strada al fianco di Jonathan, proseguendo il suo lavoro aiutato da Elaine. Hawking, che riesce a comunicare grazie a una voce sintetizzata, la quale legge ciò che scrive su un apposito monitor posizionato sulla sua sedia a rotelle, viene premiato ed elogiato per le sue teorie e per il suo contributo alla fisica moderna grazie allo scritto sul tempo; rimarrà celebre una sua frase durante un incontro con il pubblico: "Finché c'è vita, c'è speranza".

Stephen riceve un invito dalla Regina Elisabetta, che lo onora del titolo di cavaliere dell'ordine britannico (titolo che rifiuterà), portando con sé i figli e Jane, la prima donna ad aver creduto nelle sue idee e ad averlo aiutato a renderle concrete.



E con la speranza che ci regala una persona che ad oggi sta ancora lottando a denti stretti contro la malattia, vi auguro di vivere una vita con accanto persone in grado di non farvi smettere di credere. ❤

Con tanto affetto,
Jennifer

Ritratto di Signora - #3




Ritratto di Signora è rubrica a cadenza mensile in collaborazione con Monica, Miki, Federica, Daniela e Francesca. Parleremo ogni primo Lunedì del mese di questo meraviglioso universo femminile, raccontando storie di donne straordinarie che ci ispirano e ricordano di essere sempre forti e coraggiose.



Bentornati ad un nuovo appuntamento della rubrica Ritratto di Signora.
Questo mese sarà Miki di MikiInThePinkLand a raccontarci una storia piena di riflessione, trattando una tema molto importante e per il quale diverse donne hanno lottato e si sono sacrificate per darci quello che oggi abbiamo: la possibilità di vivere indipendenti, non all'ombra dell'uomo. Eppure, le infinite battaglie del passato non sono abbastanza... c'è ancora tanto da fare, tanto su cui riflettere e agire.





Ho fatto il mio primo tatuaggio il 14 Gennaio del 2006, dopo un orrendo periodo della mia vita. È piccolo, relativamente nascosto, ma racchiude un forte significato.

Il secondo, fatto il 17 Ottobre del 2012, è legato ad un altro brutto episodio, ma, ogni volta che lo guardo, non posso trattenere un sorriso.

L'ultimo, il 17 Ottobre del 2015, è il più grande ed è legato a tantissimi momenti di gioia. Non è quello realizzato meglio, purtroppo, ma lo amo infinitamente.

"E se poi te ne penti?"
"Ma sai che brutto quando sarai vecchia?"

Le reazioni di molte persone davanti ai miei tatuaggi è alquanto discutibile.
Non ho mai pensato al tatuaggio come una moda o un ornamento e sicuramente si tratta di una decisione con cui farò i conti per tutta la vita.
Ma non è così per ogni decisione presa?

Le conseguenze saranno davanti ai nostri occhi sempre, che si vedano o meno.

E quando sarò vecchia, il mio corpo potrà non essere gradevole alla vista di qualcuno, ma non sarà un tatuaggio a renderlo peggiore. E comunque ci si può sempre girare dall'altra parte.

Commenti del genere non mi danno più fastidio, ormai ci ho fatto l'abitudine, ma ci sono alcune obiezioni che puntualmente mi fanno contare fino a dieci prima di rispondere:

"Sì, i tatuaggi sono belli... Su un uomo però, non su una donna"
"Eh, ma tu sei femmina, perchè ti stai rovinando così?"

Perché nel 2016, troppe molte persone - e tante sono donne - apprezzano questo


ma disprezzano questo



Il tatuaggio è uomo? Non direi proprio...

Le prime tracce di tatuaggi sono state ritrovate su corpi di donne.

Amunet, vissuta a Tebe nel 2200 a.C., era una sacerdotessa della dea Hathor.
La sua mummia presenta tatuaggi sul ventre a cui sono stati attribuiti significati legati alla fertilità.
Altre mummie di donne risalenti allo stesso periodo riportano tatuaggi, assenti invece sui corpi degli uomini.












Il corpo della principessa Ukok
 è stato ritrovato in Siberia nel 1993. Risale a 2500 anni fa e presenta tatuaggi dall'aspetto sorprendentemente moderno: una sorta di animale mitologico - una renna con il becco di grifone e le corna di un capricorno - le ricopre la spalla sinistra e altri simboli sono presenti sulle mani. Probabilmente stavano ad indicare un ruolo superiore a quello degli altri appartenenti alla comunità.



E' profondamente in errore chi pensa che il tatuaggio sia un fenomeno nuovo.

In un remoto passato era comune anche per le donne mostrare questi segni indelebili sul corpo.

Le motivazioni potevano essere diverse e potevano essere legate alla fertilità, alla guerra, alla posizione, al tramandarsi visivo del sapere, e già all'epoca era considerato un modo per abbellire il corpo.

Non ho trovato molte informazioni sul come e sul perché sia cambiata la concezione che si ha di questa pratica.

L'Imperatore Costantino la proibì con un decreto che si appellava al Levitico (19,28), in cui si condannavano i marchi sulla pelle, e risalgono al XVII secolo le prime testimonianze secondo le quali il tatuaggio era identificato con il mondo delle prostitute e dei criminali. In questo periodo, infatti, le cortigiane cominciarono a farsi tatuare.

Dalla seconda metà dell'800 fino agli anni '40, sfoggiare un tatuaggio per una donna era un atto coraggioso, che sfidava i rigidi tabù dell'epoca. Ballerine di Night, ragazze dei Freak Show, modelle alternative, antenate del moderno burlesque, andavano in giro con i corpi completamente tatuati.


Una delle prime Circus Ladies di cui si ha testimonianza è Nora Hildebrandt, che nel 1882, all'età di ventidue anni, con i suoi 365 tatuaggi realizzati dal padre (uno al giorno per un anno), venne fatta esibire al Brunell's Museum di New York. 
Qualche settimana dopo toccò ad Irene Woodward, Bella Irene, autoproclamatasi "The Original Tattooed Woman".

Betty Broadbent fu ribattezzata "la più giovane donna tatuata al mondo). Aveva 17 anni quando, stufa di fare la babysitter, andò a New York e si fece tatuare Pancho Villa sulla gamba sinistra, Charles Lindbergh sulla destra ed una Madonna con Bambino sulla schiena. Tanto per iniziare. Betty fu la prima ad esporre i suoi tatuaggi per quello che erano. Non raccontava, come le altre cisrcus ladies, storie di rapimenti e sevizie da parte di indiani, per attrirare l'attenzione della gente. Betty era diversa. Era giovane, sicura di sé ed anticonformista.











Queste ed altre figure contribuirono, in maniera diversa, alla nascita delle prime associazioni di donne tatuate per scelta (negli anni venti, in America, gli uomini facevano tatuare le mogli, anche contro la loro volontà, in segno di possesso), che, dall'epoca vittoriana in poi, si identificavano anche con le più indipendenti economicamente e con coloro che avevano avuto la possibilità di viaggiare senza sottostare a mariti e famiglie oppressive.




Donne che esibivano la loro pelle illustrata con un coraggio paragonabile alla stessa irriverenza rivoluzionaria delle prime suffragette e delle protofemministe, che fecero propria una pratica vietata per secoli in Occidente, da papi, teologi, sovrani, e ne fecero espressione di bellezza ed autonomia, trasgredendo gli ideali di purezza e decoro femminile.

Risale agli inizi del '900 anche la prima tatuatrice donna, Maud Wagner, nata nel 1877 in Kansas. Maud era una trapezista e contorsionista, che lavorava in numerosi circhi itineranti. Iniziò ad esercitare la reietta professione, dopo aver incontrato Gus Wagner, un tatuatore, che sposò qualche anno dopo il loro incontro e da cui ebbe una figlia, Lotteva, che iniziò a tatuare all'età di nove anni ed è diventata lei stessa un'artista.

Maud faceva a pugni con i perdigiorno che entravano nella sua bottega per allungare le mani e incideva cuoricini con il nome dell'amato sulla pelle di giovani fidanzate, quali sigilli d'amore indelebili. I Wagner, nonostante l'invenzione del tatuaggio a macchina, rimasero fedeli alla tradizionale tecnica "hand-poked", che portarono in giro per tutti gli Stati Uniti.




Un articolo a parte dovrebbe essere scritto per parlare della tradizione orientale, e giapponese in particolare, del tatuaggio. Nella seconda metà del '900, i tattoo sono stati una forma di ribellione contro il governo. A quell'epoca infatti, le donne della classe media non potevano indossare i kimono, riservati solo alle nobildonne, e si facevano tatuare sul corpo disegni simili a quelli delle sete preziose con cui venivano realizzati.












Con il passare degli anni, il tatuaggio fu associato sempre di più al corpo maschile, diventando prerogativa di militari e marines e, successivamente di alcune categorie di individui che vivevano ai margini della società, come marinai e carcerati.
Ciò portò ad una vera e propria stigmatizzazione delle donne tatuate, che continuarono però ad utilizzare questa forma d'arte per esprimere una protesta ed il distacco dalla modernità, come negli anni '60-'70 con il fenomeno hippie.

Solo a partire dagli anni '80/'90 il tatuaggio comincia a ripulirsi di tutte i pregiudizi che gli hanno affiancato nel tempo, ma continua a rimanere critico il fenomeno sul corpo femminile.

Ad oggi possiamo assistere a fenomeni diversi. da una parte ci sono modelle e donne dello spettacolo che sfoggiano un corpo tatuato con disegni delicati, piccoli e che seguono le linee di un corpo senza difetti, che segue i canoni di una bellezza conforme agli stereotipi, dall'altra ci sono donne che praticano il tatuaggio come nell'antichità e lo vedono come uno strumento di comunicazione visiva di un messaggio.

Svariate sono le motivazioni che portano le donne a tatuarsi e ciò è stato anche oggetto di "studio" da parte di alcuni ricercatori francesi, che sono approdati a risultati alquanto discutibili: "Le donne tatuate sono considerate dagli uomini della Bretagna più attraenti e più disponibili". Lampante esempio di una visione limitante e stereotipata.

Tatuaggio come body art ma anche come terapia, per camuffare menomazioni chirurgiche, traumi del corpo e dell'animo. 
Ed è proprio con questo che voglio concludere.

P.Ink è un'associazione che si propone di mettere in contatto donne sopravvissute ad un cancro al seno e sottoposte a mastectomia con tatuatori disposti a donare loro una forma di guarigione che nessun altro può dare.

Perché il cancro al seno non deve lasciare l'ultimo segno.




Miki

Fonti:
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Cosa ne pensate?
Io sono assolutamente felice di sapere che una forma d'arte del genere possa aiutare psicologicamente donne costrette a fare i conti con un male in grado di portarti via l'anima - e nel peggiore dei casi la vita.

Ogni mese c'è qualcosa da imparare, argomenti sui quali riflettere e persone meravigliose dalle quali prendere ispirazione e forza.

Ci vediamo il prossimo mese ❤
Monica, Miki, Francesa, Daniela, Federica e Jennifer

Potete trovare questo articolo anche nei seguenti blog:

Books Land
Miki In The Pink Land
Franci lettrice sognatrice
Un libro per amico
Sta sera cucino io